Il Cavaliere sta pensando alla figlia Marina per la successione alla guida del Pdl e la candidatura a Premier. Si può definire “dinosauro” una donna? 

Marina Berlusconi

“Tirerò fuori un dinosauro” disse qualche giorno fa SDilvio Berlusconi sul nome del suo ered politico. E se fosse una donna? Si tratterebbe di un termine poco carino…

Fatto sta che in queste ore rispunta il fattore M, soprattutto se le primarie del Pd le dovesse vincere Matteo Renzi. Sarebbe la figlia Marina l’asso nella manica di Silvio Berlusconi, pensato e ponderato durante il suoi soggiorni a Malindi ospite di Flavio Briatore e annunciato durante l’ultimo direttivo del Pdl. Lo scrive Repubblica, secondo cui il Cavaliere sarebbe intenzionato a riscendere in campo in prima persona soprattutto nel caso in cui il candidato del centrosinistra fosse Pier Luigi Bersani. Diverso il discorso se l’aspirante premier fosse il sindaco di Firenze, verso il quale il Cavaliere non ha mai nascosto le sue simpatie, e al quale vorrebbe opporre un “Berlusconi del ’94″, come annunciato ai veterani del Pdl, ovevro la figlia Marina, Berlusconi di nome e di fatto.

Ieri però è stata anche la giornata del braccio di ferro sull’election day. Il Pdl è pronto a mettere in discussione la tenuta del governo se non ci sarà il voto unificato. La mediazione di Gianni Letta questa volta non avrebbe convinto Silvio Berlusconi che, d’accordo con i cosiddetti falchi, avrebbe fatto recapitare al Colle un messaggio dai toni ultimativi. Una presa di posizione, quella del Cavaliere, discussa nel corso di un pranzo a palazzo Grazioli tra l’ex premier, lo stesso Letta, Denis Verdini e il segretario del partito Angelino Alfano e su cui si cercherebbe anche la sponda della Lega Nord.

La ‘mediazione’ sottoposta al Quirinale sarebbe quella di posticipare l’election day magari a fine febbraio o la prima settimana di marzo. Un modo che consentirebbe al Popolo della Libertà di fare le primarie ma sopratutto di evitare un ‘doppio bagno di sangue’. Già, perché il rischio che a via dell’Umiltà si vuole evitare è che la debacle alle Regionali possa essere un traino in negativo per le politiche. Un rischio che in primis Berlusconi vuole evitate.

Ecco perché il Cavaliere avrebbe pianificato con i suoi fedelissimi la linea: attendere le eventuali decisioni del Consiglio dei ministri di venerdì e poi decidere il da farsi. Nel frattempo mandare comunque messaggi bellicosi: senza l’election day ci sarà la crisi di governo. Approveremo la legge di stabilità e poi stacchiamo la spina. Non ha senso aspettare – è il ragionamento – e sopratutto Napolitano deve capire che tanto il Pd non vuole cambiare la legge elettorale.

Poi ecco la smentita, forse veritiera o magari di circostanza. Nessuna discesa in campo di Marina Berlusconi, si tratta solo della “bugia quotidiana” lanciata da Repubblica. Palazzo Grazioli ha smentito la notizia diffusa oggi dal quotidiano del gruppo Espresso sull’intenzione dell’ex premier di far correre in politica la figlia.

Palazzo Grazioli, con una nota, ha infatti denunciato che “anche oggi la Repubblica fornisce la sua bugia quotidiana sul Popolo della Libertà e su intenzioni del tutto inesistenti del presidente Berlusconi, con un titolo a tutta pagina privo di ogni fondamento”.

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