Bersani e Alfano: “non scommettiamo un centesimo sul secondo governo Monti”. Ma tra i segretari di Pd e Pdl è scontro sulla data delle politiche e regionali. Casini apre alle urne in anticipo dopo l’intesa sulla legge elettorale

Bersani, Casini e Alfano

E’ scontro sulle elezioni anticipate fra il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, e il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Voto dopo l’intesa sulla legge elettorale, dice invece il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. Il segretario del Pdl e qullo del Pd sono invece uniti nel no al Monti-bis. Infatti «non scommetterebbero neanche un centesimo» sull’ipotesi di un altro governo Monti. Mentre Casini ha ribattuto: «Nella vita mai dire mai».

Bersani. «Credo e spero di no. Vediamo di capirci», ha risposto il segretario del Pd a chi gli chiede a margine dell’assemblea della Cna se ci sarà una crisi di governo. «Bisogna innanzitutto rispettare le prerogative del presidente della Repubblica. Le Regioni devono votare anche perché il Lazio ha già perso diversi milioni di fondi europei», ha affermato ancora Bersani.

«Se si vuole considerare l’ipotesi di anticipare le elezioni politiche, si proceda alla modifica della legge elettorale e non a far polemica», ha aggiunto il segretario del Pd. «La nostra posizione è chiara da mesi – ha continuato -. Noi siamo per la governabilità e siamo per una soluzione in questo senso, siamo invece contrari ai colpi di mano».

Alfano. Sull’ipotesi di una crisi di governo, dopo le polemiche sulla data delle elezioni regionali, fissate a febbraio, due mesi prima delle politiche, il segretario del Pdl afferma: «Molto dipende da Bersani». Poi, parlando con i giornalisti all’assemblea della Cna, assicura il sostegno del Pdl alla legge di stabilità: «il nostro voto non è in dubbio». Ma il Pdl si aspetta dal Governo che nel prossimo Consiglio dei ministri «stoppi la tassa che Bersani vuole mettere sulle spalle degli italiani. Vedremo la decisione di domani e valuteremo».

Casini. «Io penso che fare la legge elettorale e andare al voto è una vantaggio per tutti perché cinque mesi di campagne elettorale tra regionali e politiche comportano la paralisi relative di governo e Parlamento», dice Casini durante la rotonda con Alfano e Bersani all’assemblea della Cna. «Bisogna trovare una soluzione insieme. Non dobbiamo dare una prova di infantilismo ma di maturità politica», afferma ancora il leader dell’Udc. «Ora le forze politiche sono chiamate a una grande prova di maturità e responsabilità. Una campagna elettorale che dura 4-5 mesi non serve a nessuno. E con la tensione sociale attuale conviene, invece, una campagna elettorale di massimo due mesi», continua il leader dell’Udc che ribadisce il suo no al voto a rate e invita tutti i partiti della maggioranza «a non farsi del male in questo momento».

Fini. «L’Italia, anche dopo il voto, non può privarsi di una personalità come Mario Monti e dovrà continuare con un governo politico che continui a seguire l’agenda» dell’attuale premier. Lo dice ai microfoni di Radio Anch’io il presidente della Camera Gianfranco Fini. Quello di Monti è un tema che il leader di Fli tocca più volte. Rispondendo alla domanda di un radioascoltatore che gli chiede se non sia il caso di andare avanti con Monti per altri due anni, Fini risponde: «valuterei positivamente questa possibilità, anche dopo il voto». Quanto al suo personale futuro politico, «decideranno gli elettori – chiarisce Fini – Io mi candiderò per rendere possibile la nascita di una Lista per l’Italia che chiami a raccolta quanti ritengono che non si debba archiviare, dopo il voto, l’agenda Monti». Il leader di Fli guarda con interesse anche al progetto lanciato in campo da Luca Cordero di Montezemolo. «Ascolteremo cosa ha da dire – spiega il leader di Fli – ma credo che si registreranno punti di convergenza, soprattutto nel sostenere che l’Italia dopo il voto non si può privare di Monti».

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