Il disastro idrogeologico tra Toscana, Umbria e Lazio: evento eccezionale, fenomeno naturale o cos’altro…?

A Massa torna la paura dopo gli analoghi fenomeni alluvionali del 2010 e 2011

Come si ricorderà per la fine del 2012 è stato previsto da Nostradamus qualche evento “eccezionale”. I disastri che stanno avvenendo nel mondo negli ultimi mesi sono da inquadrare tra quelli che preluderebbero a guai seri per il nostro pianeta?

A parte le “affascinanti” previsioni che attraggono le persone semplici, che non hanno basi scientifiche ambientali (e si tratta di decine di centinaia di milioni di cittadini) e predisposte a pensare che siamo piccoli di fronte ai grandi fenomeni naturali (e qui hanno perfettamente ragione!) si deve prendere coscienza di un fatto molto serio: stiamo vivendo su un territorio governato dagli eventi naturali potentissimi e spietati che si sviluppano secono “leggi naturali” ben scritte e decifrabili dai geologi, leggi fisiche chiaramente scritte negli archivi naturali integrati dai dati storici).

Il potente uomo tecnologico, spietato colonizzatore del territorio, attivo costrutture di opere varie, deve capire che le leggi nazionali e locali da lui emanate per invadere il territorio sono state validate amministrativamente da altri uomini “ignoranti” le leggi della natura che hanno ancora la pretesa di imporre alla natura le leggi fatte dall’uomo. Le leggi umane non sono mai state sottoposte alla valutazione d’impatto ambientale alla potentissima istituzione, non corruttibile, non addomesticabile che si chiama “Natura”.

Negli archivi naturali integrati sono conservate le evidenze di fenomeni idrogeologici catastrofici piu’ potenti di quello appena conclusosi tra Toscana, Umbria e Lazio. Dobbiamo sempre tenere presente che interventi e leggi che li autorizzano devono essere sottoposti alla valutazione della natura! Dopo alla compatibilità con le leggi dell’uomo! Ormai i polli (interventi dell’uomo) sono scappati dal pollaio! Si trovano ovunque, anche su molti territori periodicamente interessati da eventi idrogeologici normali per la natura ma chiamati eccezionali dall’uomo tecnologico ed invasore! Come la mettiamo? Fare finta di niente come si continua a fare?

Pensiamo che sia sufficiente riparare i disastri perchè convinti che i danni siano stati causati da un evento eccezionale imprevedibile…e poi…si vedrà! Meglio fare linee ferroviarie veloci, qualche ponte su faglie attive, iniettare fluidi in pressione sulle faglie attive sismogenetiche…!

Si è visto che i responsabili della sicurezza dei cittadini, in gran parte, continuano a vedere queste catastrofi come una manna caduta dal cielo…insieme alla pioggia! Dopo il disastro si deve intervenire e per di piu’ in emergenza. La storia recente insegna che si aprono occasioni d’oro per fare interventi e spese senza andare troppo per il sottile! Grandi occasioni di guadagni facili…per gli amici …e gli amici degli amici…per poi lasciare sostanzialmente tutto come prima…in attesa…

I responsabili della sicurezza dei cittadini non hanno ancora capito che immediatamente può essere attivato solo un sistema di allarme idrogeologico locale e di bacino idrografico che possa attivare in tempo reale un piano di protezione civile (a livello locale e di bacino idrografico) che almeno eviti nuove vittime.Abbiamo già pubblicato come può essere strutturato questo sistema di allarme idrogeologico immediato in seguito agli eventi disastrosi di Liguria e messinese tirrenico dello scorso autunno.

Chi è interessato a conoscerlo può sempre contattarmi perché sono e siamo a disposizione istituzionale.Si apre una prospettiva, non nuova, che è rappresentata dal restauro del territorio. Infrastrutture e aree urbane ormai sviluppate in maniera tentacolare, in relazione alle leggi naturali, ma al di fuori della sostenibilità ambientale in base alle leggi della natura, devono essere interessate da un ridisegno ecocompatibile e idrogeologicamente compatibile.

Non si tratta solo di imporre veti; tali veti dovevano essere imposti già dalla fine della seconda guerra mondiale, almeno. Elaborare piani di bacino (PAI) non deve appagare gli amministratori. Il vero problema è come garantire sicurezza alle aree urbane già realizzate. Tra le persone da noi elette anche per tutelare la sicurezza dell’ambiente antropizzato, dell’assetto socio-economico e dei cittadini, ci vedete le persone in grado di capire queste semplici obbligatorie prospettive? Se ne trovate cominciamo a costruire un monumento! Penso che la individuazione dei difensori del territorio e dei cittadini in questa fase di cambiamento climatico debba essere il primario obiettivo degli elettori per le prossime votazioni.

Coloro che hanno amministrato e ci amministrano, in gran parte, non hanno avuto e non hanno autonomia, capacità e volontà di ergersi a difensori dei cittadini. E’ facile additarli a ”distruttori stratificati del territorio” e portare a casa un sacco di voti. Occorre un programma per la sicurezza ambientale da elaborare con i contributi di tutte le discipline ambientali con l’obiettivo di restaurare il territorio per rendere compatibile, nei tempi più brevi, quanto finora fatto dall’uomo con le leggi della natura!

E’ evidente che in tale restauro devono essere applicate le “volontà” della natura e non quelle dei grandi elettori. Mi rendo conto che con l’attuale quadro di riferimento politico-istituzionale è pura utopia! La situazione può solo peggiorare! Se cambia il quadro di riferimento può migliorare la situazione? Domani…vedremo…senza offesa per Nostradamus!

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