Il leader di Italia Futura adesso è l’incubo di Casini: finiranno per allearsi ma nessuno vuole fare il “n.2”

Luca Cordero di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo sta per lanciare la sua candidatura e, mai come adesso, Pier Ferdinando Casini rischia di trovarsi tra due fuochi.

Da una parte la tensione crescente con Pier Luigi Bersani, alimentata dall’acceso scontro verbale con il segretario del Pd sulla riforma elettorale e il Porcellum. Dall’altra l’assemblaggio dell’area di centro, che procede a rilento e tra mille difficoltà.

Di fronte a un quadro così incerto Casini – affiancato da Fini, ma a quanto pare non da tutta la classe dirigente di Fli – prova ad allargare il perimetro montiano, ma nello stesso tempo cerca di dribblare il rischio di finire risucchiato dal progetto di Montezemolo. I due sono con ogni probabilità destinati a finire sotto lo stesso tetto, ma battagliano neanche troppo sottotraccia prima dell’avvio ufficiale del casting della Lista per l’Italia.

Casini e Montezemolo non riescono ancora a trovare un punto d’incontro. Anzi, da mesi vivono in competizione. Divisi sul ruolo da affidare a Corrado Passera ed Emma Marcegaglia, in disaccordo sull’impostazione da dare a un eventuale ‘partito di Monti’, hanno deciso di rimandare di alcune settimane l’inevitabile confronto. Il numero uno Ferrari procede così sulla strada del consolidamento della propria associazione, destinata entro pochi giorni all’upgrade di movimento politico vero e proprio. Casini cerca intanto di ‘sedurre’ alcuni ministri dell’esecutivo dei tecnici, di rimescolare il suo gruppo dirigente per svecchiarlo e di aggregare il maggior numero di big in libera uscita dal Pdl.

Il 17 novembre si aprono le danze. Italia Futura prepara la convention lavorando per raccogliere una platea il meno politica possibile, ma capace di riunire almeno tremila esponenti di quella fetta di società civile che vorrebbe bissare l’esperienza di Monti. E così il manifesto per la Terza Repubblica, pensato dal think tank di Cordero, da ‘Verso Nord’ di Cacciari, dalle Acli e da Zero positivo, darà spazio a Montezemolo, Riccardi e Bonanni. Ma non a Casini, Fini o Passera. Né in platea ci sarà spazio per parlamentari e altri politici, se non rare eccezioni.

Certo, il ministro dello Sviluppo non nasconde le proprie ambizioni, nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino. Ieri, ad esempio, ha mostrato tutta la voglia di restare in campo anche oltre il 2013: “Mi piacerebbe continuare a contribuire alla ricostruzione del Paese. Mi sono preso l’impegno di finire il mio lavoro da ministro prima di decidere cosa farò dopo. Quando deciderò se e come, lo dirò. In ogni caso continuerò a fare la mia parte per il bene del Paese”. Nonostante le indiscrezioni lo vogliano lontano dall’orbita montezemoliana, Passera ha mostrato fair play nel giudicare il manifesto per la Terza Repubblica: “Ci sono parecchie cose utili, interessanti per il futuro”.

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