Il picco è previsto dal 7 gennaio fino al 17 febbraio, proprio nel cuore del freddo più intenso dell’anno

arriva l’influenza

Si annuncia più aggressiva dello scorso anno. L’influenza, che finora ha circolato senza particolari conseguenze nell’emisfero australe ma che nella prossima stagione invernale colpirà dai 4 ai 6 milioni di italiani, sarà causata dal ceppo pandemico ormai noto ai virologi, l’H1N1, quello che nel 2009 mise in allarme il mondo provocando decine di decessi, e da due nuovi virus finora sconosciuti al nostro sistema immunitario, l’A/H3N2 Victoria e il B Wisconsin.

Il vaccino è stato perciò tarato su questo mix di germi influenzali che dovrebbero scatenarsi soprattutto dopo le feste di Natale, con il drastico calo delle temperature. «Finora – spiegano i medici – non c’è presenza di focolai in Italia e in Europa». Bisogna, però, prepararsi a un ospite indesiderato che non manca mai all’appuntamento.

Il picco è previsto dal 7 gennaio fino al 17 febbraio, proprio nel cuore del freddo più intenso dell’anno. Ci sono, quindi, tutto novembre e metà dicembre per proteggersi, grazie allo scudo del vaccino, da un’epidemia che si annuncerà, come sempre, con i suoi sintomi classici: febbre alta, forte mal di gola, tosse, malessere generale, dolori muscolari.

Una forma contagiosa, cioé, ben diversa dalla sindrome parainfluenzale dovuta, più che altro, a infezioni delle vie respiratorie o ai potenti raffreddori che, complici i primi sensibili sbalzi di temperatura, stanno mettendo già a letto molti vicentini.

L’influenza si trasmette attraverso le goccioline di saliva o il contatto con mani o superficie contaminate dalle secrezioni respiratorie.

Importante, perciò, ricordare alcune semplici norme di igiene, che possono servire a tenere lontana la malattia. Lavarsi frequentemente le mani. Coprirsi la bocca ed il naso con un fazzoletto di carta quando si starnutisce o tossisce. Evitare di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con mani non lavate. E, una volta, attaccati dall’influenza, attenzione: può durare anche una settimana e bisogna rimanere a casa fino a uno, due giorni dopo la scomparsa della febbre senza l’uso di antipiretici.

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