Alta tensione in Emilia contro le “fatwe” di Grillo: la base ha espresso fiducia al “ribelle” Giovanni Favia

Beppe Grillo

Acque agitate in casa Cinque Stelle. A marzo Beppe Grillo ha espulso il consigliere comunale di Ferrara Valentino Tavolazzi, poi ha allontanato il consigliere regionale Giovanni Favia autore del famoso fuorionda sulla mancanza di democrazia dentro il movimento e infine l’attacco a Federica Salsi e la sua presenza a Ballarò.

Ma l’Emilia Romagna sembra essere sempre più compatta contro il leader e fondatore del Movimento 5 Stelle. Almeno dalla partecipazione alle assemblee territoriali, quelle in cui si discute dell’operato dei singoli eletti.

L’altra sera a Piacenza è stato confermata piena fiducia, a maggioranza quasi ‘bulgara’, A Favia. Oggi è stato addirittura riaccolto Valentino Tavolazzi (il primo degli epurati da Grillo e Casaleggio) all’assemblea di Bologna. Un incontro – a porte chiuse promosso al quartiere Porto, a Bologna – durante il quale Tavolazzi ha ricevuto il via libera di oltre l’80% attivisti emiliano-romagnoli.

Tra i presenti, sono stati in pochi a nascondere che un caso Emilia-Romagna esiste. Qui si vedono alcuni dei limiti delle regole date, ad esempio, per la candidabilità (possibile solo per i non eletti a precedenti elezioni): ”Quando abbiamo iniziato – ha detto un attivista della prima ora – non avevamo neanche persone per riempire le liste. Ci sono tanti ‘riempilista’, che ora si possono candidare” a differenza di un attivo che per sue ragioni non è mai stato in lista. Altri, hanno spiegato come alcuni post forti di Grillo ”ci hanno creato problemi, nel territorio”. Circa i colleghi rigidamente ultafedeli alla linea dell’asse Grillo-Casaleggio, ”c’e’ anche chi si fa mettere i piedi in testa – ha spiegato un partecipante all’incontro – che ne so, avranno paura di perdere la poltrona”.

A tenere banco, anche un rumor circa una nuova “fatwa” verso un eletto emiliano-romagnolo: questa volta il bersaglio sarebbe la consigliera comunale di Forlì Raffaella Perini, eletta con una lista civica certificata da Grillo e alla quale sarebbe arrivata una lettera dallo staff. ”Ma finché non c’è il ps (il post scriptum con cui sul blog di Grillo sono stati in passato censurati altri eletti ndr) non è ufficiale, fin qui è stato così”, ha detto un attivista a margine dell’incontro, chiuso ai giornalisti dopo apposito voto in internet (”Ma non con maggioranze bulgare…”). “Forse è meglio che non partecipi all’assemblea” ha fatto sapere la Perini, “anche per evitare che si trasformi in un’arena in cui ci si attacca a vicenda”. Invece all’incontro oggi, secondo la ricostruzione di qualche partecipante, si è discusso soprattutto delle modalità di selezione dei candidati alle politiche e della piattaforma di voto online già presentata alcune settimane fa da Tavolazzi a Ferrara. Ma, soprattutto, la base ha dato sostegno ai ribelli. Tutti.

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