L’Fbi scoprì mail “bollenti”. Il capo della Cia: “ho tradito mia moglie, mi dimetto”. Dubbi dietro la vicenda, l’ombra del ricatto. I possibili successori

David Petraeus

Il terremoto che ha portato alle dimissioni di David Petraeus è cominciato con un’indagine dell’Fbi nata dal sospetto che un hacker, di chissà quale potenza ostile, stesse cercando di spiare nel computer del capo della Cia. Forse usando come “cavallo di troia” qualche e-mail a sfondo sessuale.

E invece è venuto fuori che quelle mail erano di carattere ben diverso, erano la prova che il capo del servizio di intelligence più potente del mondo si era impelagato in una relazione che lo rendeva ricattabile. Una condizione che metteva a rischio la sicurezza nazionale.

Erano messaggi “bollenti” che si era scambiato per un anno – dall’estate 2011 all’inizio della storia a qualche mese fa, quando già era “finita” – con la sua amante, Paula Broadwell, l’autrice della sua biografia. L’attraente e atletica scrittrice, di vent’anni più giovane, lo ha intervistato a lungo, rimanendo con lui in Afghanistan.

Le indagini. Fonti dell’Fbi hanno riferito che partendo da un’indagine su «una potenziale vicenda criminale», gli agenti federali si sono imbattuti in scritti a luci rosse, in cui si parlava di sesso sotto la scrivania e cose del genere. Resta il fatto che, apparentemente, l’Fbi, nonostante stesse indagando sin dalla tarda primavera scorsa, abbia informato il diretto interessato solo un paio di settimane fa.

Petraeus. Intanto, con il passare delle ore, emergono nuovi particolari sulla vicenda che ha portato alle dimissioni il generale Petraeus. 60 anni, gloria dell’esercito americano, secondo alcune voci l’ormai ex capo della Cia era stato tra i possibili candidati repubblicani alla Casa Bianca nel 2008, nonché come possibile vice di Romney.

I dubbi. Un uomo con un passato e una tale credibilità che da più parti vengono sollevati inquietanti dubbi. Alcuni parlano di un ricatto, mentre, via Twitter il magnate Rupert Murdoch ha affermato che «i tempi sono sospetti». Un riferimento al fatto che la settimana prossima Petraeus era atteso per un’audizione a porte chiuse al Congresso sull’attacco dell’11 settembre al consolato Usa a Bengasi. Ma anche un modo per insinuare che l’amministrazione Obama non poteva non sapere e ha tenuto la cosa nascosta al Paese fino a dopo le elezioni. Citando un funzionario dell’amministrazione, il New York Times scrive che il presidente Obama è stato informato solo giovedì mattina, quando è tornato alla Casa Bianca dopo le elezioni. «Era sorpreso e deluso», ha affermato la fonte. E quando nel pomeriggio ha incontrato Petraeus che gli ha portato la lettera di dimissioni gli ha detto: «Ci penserò su stanotte».

Il più quotato per la successione sembra essere l’attuale vicedirettore Michael Morell, 30 anni di esperienza all’interno della Cia, che ha già assunto l’interim. Ma si parla anche di John Brennan, consigliere della Casa Bianca per l’antiterrorismo, o di Tom Donilon, consigliere per la sicurezza nazionale. Spunta anche il nome di una donna, Jane Harman, che fino al 2011 ha guidato la commissione del Camera sull’intelligence.

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