Approvato in Commissione al Senato il “testo Berselli”: multe e rettifiche, salta l’obbligo di risarcire il danno con i fondi dell’editore e la sospensione dell’albo giornalisti. Resta la norma anti-vilipendio. Martedì altro round

Alessandro Sallusti

La commissione Giustizia del Senato ha approvato il ddl Diffamazione, il Salva-Sallusti, nella versione rivista e corretta di Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia del Senato. Hanno votato contro solo Api e Lega. Tutti gli emendamenti sono stati ritirati e verranno ripresentati per l’Aula. La notizia viene riportata da “Blitz Quotidiano”.

Novità significative, dunque, sul fronte della cosiddetta “legge bavaglio” contro i giornalisti. Nella versione Berselli, il testo cambia, anche se non nei punti fondamentali. Nel ddl restano infatti le multe fino a 50mila euro, le rettifiche senza commenti e senza limiti di spazio, e anche l’obbligo di pubblicare le sentenze integrali. La diffamazione senza l’aggravante della stampa viene punita con multe fino a 30mila euro. Per i giornali web registrati, invece, verrebbero applicate le disposizioni della legge sulla stampa.

Saltano l’obbligo per gli editori di risarcire il danno con i fondi dell’editoria e la sospensione dall’albo dei giornalisti a seconda dei reati. Scompaiono inoltre le censure ai libri, l’interdizione e le norme punitive per l’editoria. Restano le multe al posto del carcere e la rettifica. Pd e Pdl dicono che adesso l’accordo è “blindato”. Prossimo round martedì 13. Resta la norma “anti-vilipendio”.

Recita il testo: “Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con una multa fino a 5mila euro. Alla stessa pena soggiace poi chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica, telefonica o con scritti e disegni, diretti alla persona offesa”.

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