Il leader di Fli ad Alfano: “chiarisca rapporto con Monti per un soggetto politico che sia alternativo alle sinistre e lontano da estremismi e da populismi presenti nel Pdl”

Gianfranco Fini

Se Alfano farà «chiarezza sul rapporto con il governo Monti e soprattutto sulla necessità per l’Italia di continuarne l’azione riformatrice anche dopo le elezioni, allora »si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto». Così Gianfranco Fini, all’indomani dello scontro aperto tra Alfano e Berlusconi, si rivolge al segretario del Pdl.

L’apertura di Fini è clamorosa ma forse nemmeno troppo inattesa dati gli sviluppi politici di queste settimane.

Dunque, una nuova pagina per i moderati: Fini con Alfano, Fli e Pdl. Ma solo in chiave europeista e filo-Monti per intenderci. “Se Alfano farà chiarezza sul rapporto con il governo Monti, allora si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani”. Sceglie la via di un comunicato scritto il presidente della Camera nel tentativo di aprirsi una nuova stagione politica. Nella nota non si parla di Pier Ferdinando Casini, ma la conclusione è inevitabile: se non è un divorzio ci somiglia molto.

D’altra parte il leader Udc è sempre più vicino al Pd. E Fini davvero non può rischiare l’alleanza con la sinistra. Il rischio, insomma, era quello di restare solo. Rischio che non può permettersi di correre.

Ma Fini detta le sue condizioni al Pdl, specificando che l’appello è rivolto al partito “di Alfano”, ovvero con l’impronta di Alfano. In una nota scritta dice: se Alfano farà ”chiarezza sul rapporto con il governo Monti e soprattutto sulla necessità per l’Italia di continuarne l’azione riformatrice anche dopo le elezioni, allora ”si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto”.

Insomma, alleanza possibile solo il Pdl continuerà ad avere un’identità politica europeista e antidemagogica. Insomma, più con l’impronta di Alfano che con quella della Santanchè. Tanto meno con l’impronta di Berlusconi che ormai sembra sempre più lontano dalla sua creatura.

”L’aspro confronto in corso nel PDL – sostiene il leader di Fli – va seguito con interesse per capire se emergerà una identità politica veramente in sintonia con il PPE e quindi, in quanto tale, alternativa in termini programmatici alle Sinistre e mille miglia lontana dalla demagogia estremista, populista e antieuropea di tanti esponenti del PDL e della totalità della Lega”.

”Il vero banco di prova per Alfano – sottolinea il presidente della Camera – non è nella definizione delle regole per le Primarie, ma nel far chiarezza sul rapporto col Governo Monti e soprattutto sulla necessità per l’Italia di continuarne l’azione riformatrice anche dopo le elezioni. Solo se ciò accadrà si potrà davvero aprire una pagina nuova per tutti i moderati italiani. E personalmente ne sarò lieto”.

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