Il Consiglio comunale ha approvato l’introduzione dell’imposta sul turismo: dal 2013 si pagherà 2,50 € negli hotel 5 stelle e un balzello a scalare nelle altre attività. Si prevede introito di oltre Un milione di €

la tassa di soggiorno

Via libera del Consiglio comunale, dopo oltre 4 ore di dibattito, alla proposta di istituzione dell’imposta di soggiorno a Taormina. L’applicazione della tassa entrerà in vigore il 1° gennaio 2013 con tariffe che partono da 2,50 euro per gli hotel a 5 stelle e che si abbassano in maniera graduale per gli altri alberghi. I voti favorevoli all’introduzione del blazello sono stati sette; quattro gli astenuti e due i contrari.

La proposta esitata è quella che era emersa in sede di quarta commissione consiliare e che, in quella circostanza, ha posto dei paletti sulla delibera che aveva fatto in precedenza la Giunta. Preventivato, pertanto, il pagamento di 2,50 euro per gli hotel cinque stelle, 2 euro per i quattro stelle, e Un euro e 50 centesimi per i tre stelle, ed Un euro per tutte le altre strutture. Sullo sfondo della questione si è posta, ovviamente, la situazione finanziaria critica in cui versa la casa municipale e, più in generale, la crisi economica che investe anche Taormina come il resto d’Italia.

In ambito locale si teme il dissesto per il Comune, ma l’assessore al Bilancio, Fabio D’Urso prima della votazione in aula ha rivolto ai consiglieri un invito alla “serenità”. “Bisogna stare sereni – ha detto D’Urso – e non bisogna enfatizzare la situazione. Attualmente non c’è nessun indice di dissesto finanziario al Comune di Taormina, c’è soltanto un indice che ritiene strutturalmente deficitario il Comune. Ma non generiamo proccupazioni infondate e non ingigantiamo il problema. Le somme della tassa di soggiorno non verranno utilizzate per altri fini. La tassa adottata nel 2006 nei parcheggi era, invece, a salvaguardia degli equilibri di bilancio”.

Adesso il 13 e 15 novembre il Consiglio tornerà a riunirsi per affrontare la discussione sul bilancio e il presidente Eugenio Raneri, che ha definito i componenti della Giunta “premi Nobel per l’economia”, si è pronunciato in direzione opposta alle rassicurazioni dell’assessore D’Urso: “nel dibattito sul bilancio, cominceremo a fare chiarezza su come stanno le cose in Comune e vedremo se c’è davvero quella serenità, in un quadro che dovrebbe invece preoccupare eccome”.

Intanto, come detto, è arrivato il placet per la tassa di soggiorno dopo una lunga discussione politica ed il rinvio della votazione in tre sedute precedenti. In ogni caso potrebbe delinearsi l’istituzione di un osservatorio permanente, finalizzato proprio a dare un indirizzo sull’impiego poi delle somme che verranno introitate dalla tassa.

Nel prossimo esercizio di bilancio potrebbe arrivare dalla tassa di soggiorno almeno Un milione di euro. Soldi da impiegare per servizi turistici e iniziative di utilità alla città e non per “tappare” alcuni dei tanti buchi che si ravvisano nel bilancio di Palazzo dei Giurati.

L’istituzione della tassa, semmai potrebbe consentire al Comune di liberare nel proprio asfittico conto economiche alcune risorse sin qui destinate al turismo e che potrebbero essere affrontate direttamente con i fondi che della tassa di soggiorno.

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