L’ex sindaco di Castelmola, Antonietta Cundari, torna sulla scena politica e in un documento dai toni forti contesta i recenti sviluppi maturati al Consorzio Rete Fognante, dove il presidente Pippo Manuli è stato esonerato e al suo posto è stato adesso nominato Rosario Carpita. La Cundari, che di fatto sino a pochi mesi fa ha fatto parte dei vertici dell’ente come primo cittadino del borgo molese, adesso critica in particolare l’operato del sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, per l’improvvisa decisione di “cacciare” Manuli, che per altro ha presentato ricorso al Tar di Catania per ottenere la sospensiva del provvedimento.

«Con riferimento alle recenti notizie apprese in ordine all’operato dell’ex Presidente del Consorzio Rete Fognante dei Comuni di Taormina, Castelmola, Letojanni e Giardini Naxos – scrive Antonietta Cundari – ,essendo stata direttamente partecipe per il mio ruolo di ex sindaco di Castelmola dell’attività portata avanti da Pippo Manuli, mi sento in obbligo di fare alcune considerazioni in merito. Se i maggiori rappresentanti politici del comprensorio che giudicano assolutamente pessimo l’operato di Manuli sono due Sindaci neo-eletti, quello di Castelmola e quello di Letojanni, non può che risultare ovvio che nessuna analisi hanno fatto di oltre quattro anni di attività, ma abbiano il coraggio di ammettere che si tratta solo di una squallida operazione politica, avallata dall’Amministrazione di Taormina, alla vigilia delle elezioni comunali in questo centro.

In quanto al Sindaco di Taormina, infatti, se qualcosa non andava, le valutazioni avrebbe potuto farle nell’arco dei quattro anni e invece, seguendo una procedura che stravolge una prassi consolidata, interviene quasi alla scadenza naturale del mandato per effettuare la revoca di una nomina fiduciaria. Il giudizio su quattro anni di vita del Consorzio è il giudizio non solo su Manuli, ma anche sugli Amministratori di questo periodo e le valutazioni negative non sono altro che strumentali manovre di gratuito sciacallaggio politico. Per quanto mi riguarda, non posso che esprimere apprezzamento per i risultati conseguiti dal Consorzio sotto la presidenza Manuli, che sarebbe potuta essere sublimata dal conferimento del ciclo completo di gestione delle acque e così non è stato per difficoltà interne a qualche Amministrazione pro tempore. Non reputo nè etico nè politico un linciaggio funzionale solo a mascherare scelte effettuate secondo logiche di potere stantie, avulse dalla realtà e dalle contingenze sociali ed economiche che si stanno vivendo e dalle necessità effettive di dare risposte alle collettività amministrate.

Pippo Manuli e le Amministrazioni che hanno gestito attraverso i loro rappresentanti in questi quattro anni hanno operato con grande senso di responsabilità e rendendo al Comprensorio un servizio di qualità che ne ha migliorato le condizioni di vivibilità ambientale. Chi scrive è completamente fuori oggi dai giochi politici e quindi vuole serenamente esprimere il proprio giudizio sui fatti, obiettivi e documentati, che si vogliono contestare a tutti i costi e sulla persona che inopinatamente si vuole condannare».

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