A sorpresa il sindaco Passalacqua ha nominato per la presidenza dell’ente Rosario Carpita. Manuli ricorre intanto al Tar di Catania per ottenere la sospensiva dell’atto di defenestramento fatto dal primo cittadino

Rosario Carpita

Nomina a sorpresa per la presidenza del Consorzio della Rete Fognante. Il sindaco Mauro Passalacqua ha deciso di indicare, infatti, per la guida dell’ente comprensoriale Rosario Carpita, un nome di esperienza della politica taorminese e storico esponente del gruppo Turiano, nell’era politica del compianto primo cittadino taorminese.

Una decisione maturata nelle scorse ore e sulla quale ieri mattina sono stati contattati gli altri sindaci di Giardini, Castelmola e Letojanni.

A questo punto saltano le altre ipotesi, ed in particolare il sindaco ha sconfessato la candidatura di Pina Raneri, il consigliere comunale che sembrava ormai vicina all’investitura per il dopo Manuli.

Passalacqua ha preferito “ricucire” i rapporti con Carpita, che sin qui non gli aveva risparmiato aspre critiche e si era mostrato a più riprese in disaccordo sull’operato dell’attuale sindaco, ritenuto – così ha più volte confidato Carpita agli amici e conoscenti – “un’autentica delusione”. Adesso il clima, a quanto pare, è cambiato ed è tornato idilliaco.

Nominati anche i due consiglieri per il Consorzio, che saranno Loris Turiano e Giuseppe Lo Turco.

E proprio il “defenestrato” presidente Pippo Manuli ha presentato ieri ricorso al Tar di Catania contro la recente determina del sindaco. L’istanza presentata al tribunale amministrativo punta alla sospensiva del provvedimento, e Manuli intanto ha inviato una nota al consigliere anziano dell’assemblea, Giuseppe Galeano, e al sindaco, auspicando “al fine di evitare ulteriori azioni che potrebbero danneggiare l’Ente e configurare possibili danni erariali dovuti a iniziative mancanti di legittimità” che non vi sia “un’azione mirante la ricomposizione dell’organo assembleare, fino alle decisioni che il Tar prenderà sulla liceità della determina”.

“La convocazione dell’organo di assemblea – afferma Manuli – è di pertinenza del consigliere anziano, in quanto nel tempo è stato ritenuto un organo non soggetto a scadenza, ma la cui modifica avviene automaticamente col rinnovo delle amministrazioni interessate. Se il sindaco non è d’accordo, necessita, in ossequio all’art. 11 che tutta l’assemblea venga dichiarata decaduta, e nominata nuovamente dai rispettivi Comuni, cosa fino ad oggi non avvenuta in ossequio alla consuetudine introdotta sin dal 1993 e come verificabile dalle sedute riguardanti la presa d’atto delle nomine avvenute nel tempo”.

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