I bianconeri liquidano i danesi 4-0: reti di Marchisio, Vidal, Giovinco e Quagliarella. Ma la Juventus resta terza per il 3-2 del Chelsea contro lo Shakhtar al 94′

l’esultanza dei bianconeri

Dopo una serie di 9 pareggi nelle coppe europee, nella serata sin qui più importante, la Juve interrompe la “pareggite” ottenendo in Champions League una vittoria convincente contro il malcapitato Nordsjaelland.

I danesi, che quindici giorni fa tra le mura amiche avevano complicato il cammino in Champions dei bianconeri, possono ben poco allo Juventus Stadium di fronte alla furia di una squadra scesa in campo con tutt’altro spirito e convinzione.

Se la statistica dell’andata aveva infatti visto i danesi uscire al termine del primo tempo con un possesso palla addirittura superiore a quello dei bianconeri (52% a 48%), a Torino, nei primi 45 minuti, la squadra di Hjulmand si deve accontentare di un misero 40% che, di per se, racconta già molto. I danesi infatti non riescono nel possesso palla fatto vedere a Copenhagen non tanto perché diventati improvvisamente “scarsi” nel giro di 15 giorni ma, molto più semplicemente, perché di fronte a una squadra disposta a tenere ritmi assolutamente impraticabili per il proprio livello tecnico vacillano senza trovare soluzioni.

La grinta, la voglia di vincere e l’atteggiamento della Juventus sono infatti l’opposto di quello fatto vedere a Copenhagen e il 3-0 del primo tempo, insieme ad almeno 5 palle gol nitidissime, ne è la mera cartina tornasole. Dopo un minuto Giovinco è fermato per fuorigioco su una palla rubata da Vidal e verticalizzata da Pirlo. Al 7’ la Juventus è in vantaggio con lo splendido inserimento di Marchisio che, vista la latitanza delle punte, di traveste da attaccante e anticipa tutti sul primo palo dopo il bel cross di Isla. Tra il 15 e il 20 i bianconeri vanno vicini al gol per ben 3 volte: prima con Asamoah, poi con Marchisio e infine con Vidal. Al 23, Vidal, approfitta dell’indecisione di Lorentzen con i compagni della fase difensiva e con un intervento in tackle infila Hansen nel buco lasciato libero sul primo palo per il 2-0. Al 25’ Matri colpisce la traversa su un calcio d’angolo. Al 33’ Hansen si supera su Marchisio ma 4 minuti più tardi non può nulla sul diagonale preciso di Giovinco che sigla così il 3-0 e scaccia le critiche.

Nella ripresa, infatti, la Juventus si limita alla gestione del risultato e delle forze dando il via libera a una girandola di cambi che portano in campo Pogba, Quagliarella e Lucio mentre Hjulmand, dopo l’intervallo, ridisegna il suo Nordsjaelland tappando la falla sugli esterni e regalando, di fatto, una partita meno spettacolare. A divertirsi meno di tutti è però probabilmente Alessandro Matri che, al 64’, riesce nell’impossibile: l’attaccante bianconero, lanciato solo davanti ad Hansen, sceglie la soluzione più incomprensibile optando per un dribbling verso il centro del campo (sul proprio sinistro, lui che è destro…) e subendo così il ritorno fondamentale di Okore (insieme a una nuova settimana di critiche).

La Juventus chiude però i conti e le marcature a un quarto d’ora dalla fine quando Quagliarella si fa trovare pronto sotto porta infilando il tapin di testa che sembra il culmine di una serata perfetta. A rovinare i piani, con la Juventus già sotto la doccia, arriva invece Victor Moses. A Londra l’ex attaccante del Wigan infila il gol vittoria del Chelsea al quarto minuto di recupero obbligando così la Juventus nel prossimo mese a non sbagliare più nulla in Champions.

Ai bianconeri, infatti, servirà una vittoria contro i campioni d’Europa e un risultato utile a Donetsk contro lo Shakhtar. Inutile aggiungere che per riuscire in questo servirà la versione casalinga della Juventus vista con il Nordsjaelland.

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