Al World Business Forum a Milano l’ex presidente del Consiglio mette in guardia il governo tecnico dal possibile cortocircuito delle politiche di risanamento: “rigore quando è eccessivo può far male a un Paese”

Romano Prodi

Per l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi la “politica di rigore è indispensabile come premessa”, ma deve fermarsi “a un certo punto per non uccidere il denominatore” cioè il prodotto interno lordo, e impedire così di risolvere il problema. Lo ha detto durante il suo intervento al World Business Forum in corso a Milano.

“La dieta fa bene – ha ribadito l’ex premier -, ma quando si soffre la fame non fa bene. Partiamo dunque dall’austerità, ma senza uccidere il Paese”.

Quanto alle possibiltà di un taglio drastico del debito Prodi ha ricordato che il suo Governo l’aveva ridotto, in rapporto al Pil, di 14 punti percentuali, ma con uno spread basso e una economia mondiale in condizioni migliori di oggi. “Adesso un’operazione del genere non si può fare, dobbiamo aspettare la ripresa dell’economia. La condizione è che ci siano governi che durano a lungo. Oggi un taglio drastico del debito ucciderebbe l’economia”.

In ogni caso, per Prodi, il modello sociale europeo che ha portato non solo l’Italia a indebitarsi molto, non è affatto morto. Lo dimostra il fatto che “Germania e paeseiscandinavi che sono quelli che vanno forte”.

“Questo ci dice – aggiunge il premier – che, se ben applicato, il modello sociale europeo funziona benissimo come in Germania che ha una serie di strutture per la formazione e la ricerca che potremmo definire del ventesimo secolo, ma che funzionano bene. Non è assolutamente morto e non è la causa della crisi, il problema è farlo funzionare bene”.

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