Passalacqua ammette errori della Giunta sulla prevista vendita Elementari e Medie: “non abbiamo controllato la delibera nei particolari”. La dirigente IC1, Santoro: “rassicurati da questa notizia ma inascoltati da anni”

la Scuola Media “Ugo Foscolo”

Dietrofront al Comune di Taormina sulla prevista vendita delle scuole. Ad annunciare il passo indietro è stato il sindaco Mauro Passalacqua, che ha così preso posizione sulla contestata delibera adottata il 23 ottobre, che ha inserito le ex elementari “Vittorino da Feltre” e le medie “Ugo Foscolo”tra i beni “disponibili da alienare.

Il sindaco prova a smorzare i toni e ammette l’errore della Giunta: “nella vita bisogna anche saper dire che probabilmente ho sbagliato, possiamo cambiarla e fare meglio. Probabilmente (la delibera, ndr) è sbagliata nei contenuti e chi l’ha fatta risponderà di questo. La nostra colpa è stata quella di non averla controllata nei particolari. Ma si può modificare prima che arrivi in Consiglio”.

E la vicenda potrebbe avere ulteriori risvolti, stando a quanto ha ribadito il presidente dell’assemblea consiliare, Eugenio Raneri: “è un atto di pertinenza del Consiglio. Mi riservo, se sarà il caso, di investire della vicenda la Procura”.

Sul caso è tornata ieri con una nota la dirigente del “Comprensivo 1”, prof. Carla Santoro: “La chiusura della “Vittorino da Feltre” è un fatto ancora troppo recente per non servire da monito: la vecchia scuola elementare, tanto cara a molti taorminesi, ci costringe a delle riflessioni e induce a non abbassare la guardia sull’eventuale vendita o destinazione ad altro uso degli edifici scolastici. Mi ha rassicurata sentire che l’Amministrazione intenda fare marcia indietro e rimediare, ma questa volta la strada verso l’alienazione non sarebbe priva di ostacoli. Le scuole non si toccano: ed è è indispensabile che l’Amministrazione si attivi per risolvere i numerosi problemi sollecitati dai genitori e da me: infiltrazioni d’acqua, rifacimento dei servizi igienici, costruzione pensiline anti-pioggia, pavimentazione esterna, la sistemazione di aule da adibire a laboratori, etc. Da anni l’Istituto Comprensivo 1 si prodiga per accedere ai fondi europei e l’acquisto di laboratori e attrezzature multimediali che, a volte, rimangono inutilizzati perché mancano i locali per l’istallazione; le lavagne interattive, di cui la scuola si è di recente dotata, trovano, a fatica, collocazione su pareti di cartongesso. Purtroppo le nostre richieste sono inascoltate e la non volontà del Comune di investire sugli edifici scolastici avvalora la tesi secondo la quale gli immobili potrebbero essere messi in vendita. La voce solitaria del presidente del Consiglio si è levata in difesa delle scuole e ci conforta. Il sindaco, invece, di fronte alle legittime proteste, ha accusato i dirigenti scolastici di “fare politica”. Io penso che spetti al sindaco fare una “buona” politica, a vantaggio della scuola e di tutta la cittadinanza. I dirigenti scolastici, come i medici, impiegati, commercianti e tutti i liberi cittadini, in possesso dei diritti civili e politici, possono, in ogni caso e se lo desiderano, fare politica senza il preventivo permesso del sindaco, purchè ne siano capaci”.

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