Manifestazione a Mosca, in migliaia scesi in strada contro il presidente russo, sempre più inviso al popolo

ultranazionalisti in piazza a Mosca

Migliaia di ultra-nazionalisti russi hanno sfilato oggi per le vie di Mosca per chiedere le dimissioni del presidente russo Vladimir Putin e lo stop all’immigrazione illegale nel paese. Intonando slogan anti-Putin e sventolando le bandiere nere e gialle della Russia pre-rivoluzionaria, i partecipanti alla “marcia russa” sono scesi in strada nel giorno in cui si celebra l’Unità Popolare, la cacciata nel 1612 degli occupanti polacchi da Mosca.

“Noi siamo le autorità, le autorità siamo noi”, urlavano alcuni manifestanti. “La cricca di Putin a processo”, gridavano altri. “Abbiamo sconfitto Hitler, sconfiggeremo anche Putin”. Il presidente russo si sta confrontando con un crescendo movimento di protesta contro di lui da quando a maggio è stato rieletto per un terzo mandato al Cremlino. La causa anti-Putin è diventata molto popolare tra gli ultra-nazionalisti.

Molti osservatori temono che la Russia potrebbe piombare nel caos se le forze nazionaliste salissero al potere, e alcuni hanno accusato il blogger Alexei Navalny – affermatosi come il più carismatico tra i leader del movimento anti-Putin – di flirtare apertamento con gli ultra-nazionalisti. Alexander Belov, uno degli organizzatori della marcia di oggi, ha detto che i partecipanti sono sempre più disillusi da Putin. “Putin è il capo di un regime criminale”, ha detto Belov ai giornalisti. “Siamo stanchi di lui”.

© Riproduzione Riservata

Commenti