Spesso si pensa di “perdere colpi”, ma recuperare i ricordi è possibile perché il cervello conserva tutto

i segreti della memoria umana

Molto spesso si dice che una persona è la somma dei propri ricordi e che l’esperienza è ciò che ci rende quello che siamo. In poche parole, se le esperienze sono il nucleo della nostra esistenza, la “memoria” è la nostra anima terrena. Nonostante sia così importante per l’essere umano, molto spesso della memoria si sa poco o niente. Vi siete incuriositi? Per voi, una mini guida sulle cose che devi sapere sulla memoria!

La memoria non si deteriora. Ognuno di noi ha sperimentato la frustrazione quando non è stato in grado di ricordare un fatto specifico, una data, un nome. Quando questo accade, molto spesso siamo portati a pensare che la nostra memoria stia “perdendo colpi”: non è così! Secondo il professor Robert A. Bjork, uno dei massimi esperti mondiali di psicologia della memoria, la nostra mente è capace di ospitare un numero di ricordi illimitati e, quindi, è solo colpa nostra se non troviamo quel ricordo specifico, perché non abbiamo saputo cercarlo nel modo giusto.

Dimenticare aiuta a imparare. Potrebbe sembrare un paradosso ma, se quello che volete è un cervello super reattivo e capace di ripescare, bisogna letteralmente “dimenticare” tutto ciò che è passato e riporlo negli archivi della nostra memoria. Pensiamo al nostro cervello come alla memoria di un pc: tutto ciò che è stato, va archiviato nell’Hard Disk, lasciando libera la memoria virtuale. Solo così il computer sarà sempre fulmineo da ripescarci in un attimo ogni dato da noi conservato nel ‘disco rigido’. Questo processo di rimozione delle informazioni “attualmente inutili” si chiama attualizzazione.

Possiamo rievocare ogni ricordo. Gli studi del professor Bjork hanno dimostrato che tutte le informazioni, anche quelle inaccessibili da anni, sono ancora tutte nella nostra memoria e in perfetto stato. Tutto quello che dobbiamo fare è allenare la nostra mente, così da capire qual è il modo giusto per “riaccendere” i nostri ricordi.

La memoria altera i ricordi. Esperienze particolarmente positive o negative verranno archiviate nella nostra memoria con un’etichetta emotiva. Nel tempo, questi ricordi e questi stati d’animo, insieme, tenderanno ad alterare la realtà vissuta, facendo diventare un ricordo positivo, molto più positivo di quello che è stato in realtà, e un ricordo negativo molto più drammatico. Il processo di richiamo, quindi, è in realtà la costruzione del passato, almeno per quanto riguarda le parti del passato che vogliamo ricordare.

La memoria è instabile. Il fatto che il semplice atto di richiamo dei ricordi possa cambiare la realtà vissuta è sinonimo della nostra instabilità mnemonica. Le persone, invece, tendono a pensare che la memoria sia relativamente stabile: ci si dimentica che abbiamo dimenticato e quindi pensiamo che non dimenticheremo in futuro, quello che noi oggi conosciamo.

Troppo zucchero rallenta la memoria. Se il richiamo è facile, l’apprendimento è basso. Spesso ci sentiamo intelligenti quando ricordiamo qualcosa all’istante e stupidi quando i nostri ricordi sono vaghi e imprecisi. In realtà, in termini di apprendimento, è l’esatto contrario. Infatti, quando qualcosa viene in mente subito, noi non alleniamo la nostra mente al ricordo e, quindi, non impariamo. Invece, quando dobbiamo lavorare duramente per ricordare qualcosa, vuol dire che il nostro cervello si sta sforzando e allenando e che, quindi, sarà sempre più “bravo” nel rievocare i ricordi.

L’apprendimento è sotto il tuo controllo. Spesso sottovalutiamo il livello di controllo che abbiamo sulla nostra memoria. Ad esempio, le persone tendono a pensare che alcune cose sono, per loro natura, più difficili da imparare, e così si arrendono. Tuttavia, le tecniche come l’utilizzo di diversi contesti, di commutazione tra i compiti e la ricostruzione faticosa di ricordi possono contribuire a rafforzare la conservazione. La gente tende erroneamente a pensare che il passato sia statico e non alterabile, ma non può essere modificato. Come abbiamo appena capito, i ricordi, invece, cambiano il nostro passato, distorcendo la nostra percezione del presente.

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