Il city manager di Taormina nominato commissario da Raffaele Lombardo alla Provincia di Catania al posto del dimissionario Castiglione. L’ultimo coup de théâtre dell’ex governatore prima dell’insediamento di Crocetta

Michelangelo Lo Monaco

Michelangelo Lo Monaco lascia (almeno per il momento) il Comune di Taormina. Il segretario e direttore generale di Palazzo dei Giurati è stato, infatti, nominato Commissario alla Provincia di Catania.

Fedelissimo del governatore uscente Raffaele Lombardo, Lo Monaco va dunque a guidare fino alle prossime elezioni la provincia etnea.

In primavera si voterà anche a Taormina, dove una nuova Amministrazione presumibilmente metterà poi in discussione la permanenza del funzionario nella Perla dello Jonio e quindi deciderà se confermarlo o avvicendarlo.  

Così Livesicilia ha annunciato la nomina di Lo Monaco: La tentazione era davvero troppo forte. Talmente forte da non consentire al presidente uscente Lombardo di resistere. Nemmeno di fronte all’esito di una tornata elettorale che ha già deciso il nome del suo successore. E nonostante l’insediamento di Rosario Crocetta sia ormai una questione di ore.

Non ha resistito, Raffaele Lombardo. E adesso manca solo l’ufficialità alla nomina del nuovo commissario della Provincia di Catania. Il nome indicato dal presidente uscente è quello di Lo Monaco. Un fedelissimo di Lombardo, recentemente inviato, tra polemiche e accuse, anche nel comune di Fiumedinisi, sempre col ruolo di Commissario, dopo l’arresto dell’ex sindaco Cateno De Luca.

Adesso, per Lo Monaco, dopo aver svolto quel ruolo a Bronte e in altri comuni del Catanese, si prepara una nuova avventura, che potrebbe avere vita brevissima, o portare dritto alle elezioni provinciali, previste in Primavera. Tutto dipenderà da quanto il presidente Lombardo avrà confermato il suo proposito di concordare col nuovo presidente della Regione Crocetta la scelta di Lo Monaco. Se Crocetta vorrà, infatti, potrà comunque sostituire il Commissario. Ma secondo indiscrezioni di queste ore sembra che il neo-governatore, anche alla luce della nuova geografia dell’Ars, non abbia intenzione di andare allo scontro con Lombardo e, di conseguenza, con la pattaglia lombardiana di deputati a Palazzo d’Orleans.

Insomma, è proprio questione di ore. È pronta la documentazione. E, pare, anche il decreto di nomina. Manca un passaggio formale; l’atto deve essere “repertoriato”. A quel punto, Lombardo avrà lasciato l’ultimo segno della propria esperienza di governo. Un segno che è il frutto, come ammesso dalla stesso governatore uscente a Live Sicilia tre giorni fa, dell’ultima “tentazione” del presidente di Grammichele. Quella di piazzare nella provincia che fu “sua”, prima di passare al nemico giurato Giuseppe Castiglione, un fedelissimo. Un gesto che certamente non mancherà di suscitare polemiche, considerata la “tempestività”. In una situazione analoga, infatti, nella provincia di Caltanissetta, passarono mesi prima di indicare il commissario. “Ma a Trapani, dove abbiamo inviato Luciana Giammanco – ha precisato l’assessore Vernuccio – sono bastate tre ore per nominare il commissario”.

Gelido, sul tema, il presidente dimissionario Castiglione. “Lombardo vuole nominare un commissario quando già è stato eletto un nuovo presidente? Posso solo dire – ha ironizzato – che si tratta di un’uscita di scena in grande stile”.

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