Casini: “patto politico possibile ma Bersani rompa con estremismi. Dal Pdl, invece, appelli ridicoli e patetici”

Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini

L’asse Pd-Udc può essere rilanciato se Bersani si libera dagli “estremismi”. Lo afferma in una intervista a ‘Repubblica’ il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini secondo il quale inoltre per il Ppe italiano invocato da Angelino Alfano e i suoi siamo fuori tempo massimo soprattutto dopo il “penoso” Berlusconi di Lesmo, “una caricatura di vent’anni fa”. Quanto alla possibilità di elezioni a febbraio Casini si mostra disponibile se sarà necessario per motivi economici (“è una valutazione di buon senso”, “un mese prima o un mese dopo” non cambia molto).

“L’incontro tra moderati e progressisti è possibile – spiega Casini – ma deve essere fatto in piena chiarezza e serietà”, “io chiedo al Pd come sia possibile un’alleanza con chi ha sostenuto il referendum sull’art. 18, la battaglia al fianco dei No Tav, con chi ha attaccato Monti e il suo governo”. Per quanto riguarda la Lista per l’Italia, Casini assicura che “simbolo e nome ci saranno all’atto di scioglimento delle Camere” e “migliore sarà il risultato della Lista all’ indomani del voto, più probabile sarà la permanenza di Monti a Palazzo Chigi”. Casini al Quirinale? “Qualcuno mi vorrebbe rottamare, altri in corsa per il Colle – ribatte. – Mi ritengo ancora troppo giovane per entrambi”.

Il Pdl, infine. “Non voglio chiudere il dialogo ma ormai c’è una doppia anima nel Pdl – conclude Casini -. Quella di Berlusconi e quella di Alfano. Noi non possiamo pagare le contraddizioni di un Pdl che compie un passo avanti e due indietro. Gli appelli che ci vengono rivolti li trovo ridicoli, patetici”.

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