Dalla Gelmini a Profumo, ancora tagli ai fondi  per la scuola statale: il futuro negato a un’intera categoria

protesta contro i tagli alla scuola

Non si placano le proteste contro il governo e i tagli alla scuola.

Torniamo ad occuparci di una situazione ormai “esplosiva”, riportando il testo di un appello che è l’iniziativa della Rete delle Scuole Fiorentine.

L’appello, in questo caso, arriva per l’esattezza dalle RSU delle scuole della provincia di Firenze rivolto ai lavoratori e alle OO.SS. della scuola. In tal senso è stata infatti organizzata un’assemblea dei lavoratori della Rete delle scuole fiorentine, che si è tenuta lo scorso martedì 30 ottobre nell’aula magna del Liceo Michelangiolo. E all’o.d.g., nell’occasione, c’era anche il d.leg. ex Aprea e la piattaforma del Coordinamento nazionale a difesa della scuola statale e della Costituzione.

Per l’unità dei lavoratori e dei sindacati della scuola. “Ormai dal 2011 – si legge nell’appello della Rete delle Scuole – a ritmo incalzante si susseguono leggi di bilancio che decidono tagli della spesa pubblica e dunque dei fondi per la scuola statale, già in sofferenza per gli effetti della legge Gelmini e per il blocco di ogni progressione economica.

In un quadro così deteriorato si inseriscono la spending review e la legge di stabilità, con ulteriori misure sulla scuola statale, di cui è in gioco la stessa sopravvivenza come
istituzione centrale della Repubblica.

Desta sconcerto in particolare la proposta governativa delle 24 ore di insegnamento: proposta offensiva perché fondata sul pregiudizio che la docenza sia un lavoro parttime.

Ma è assurdo che allo stesso tempo, mentre si porta allo sbando la scuola statale, si trovino risorse per finanziare le scuole private. È assurdo anche che si finanzi un concorso di reclutamento per pochi posti, di cui non si sentiva nessun bisogno. E infine è vergognoso che, nel silenzio della stampa e senza alcun dibattito parlamentare, si proceda ad una riforma degli organi collegiali che indebolisce o addirittura vanifica la democrazia scolastica (d.leg. 953 ex Aprea).

Tutto è in discussione nel prossimo futuro: quadro orario e progressione economica, organici e fondo d’istituto, fino alla definizione delle stesse materie contrattuali, se
non l’intero quadro della contrattazione nazionale e integrativa, e la scuola rischia di uscirne con guasti irreversibili.

Dobbiamo rispondere in modo unitario, a partire dalle scuole, coinvolgendo insieme tutte le organizzazioni sindacali, nel rispetto del pluralismo, con assemblee, piattaforme, agitazioni e scioperi comuni. Invitiamo pertanto le scuole ad approvare un’agitazione che riguardi le attività extracurricolari.

Invitiamo tutte le OO.SS a svolgere a livello provinciale assemblee comuni. Invitiamo infine tutte le OO.SS. a proclamare uno sciopero unitario della scuola sulla base di una piattaforma comune.

Impegniamoci tutti a costruire un fronte di lotta unitario che sensibilizzi anche le famiglie e gli studenti”.

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