Nella serata di Halloween, crolla la “solita” Roma di Zeman e si conferma il “tabù” Atalanta per il Napoli. Occasione sprecata per la Lazio. E adesso è l’Inter a inseguire la Juve: sabato c’è la resa dei conti a Torino

Zdenek Zeman e Walter Mazzarri

La notte delle streghe e delle stregonerie. Halloween, una festività che rimanda ad antiche tradizioni. Il simbolo del turbamento e del timore per tanti italiani, alle prese con i festeggiamenti di un evento gentilmente cedutogli in prestito dagli “amici” europei e americani.

Una notte di “presunto” terrore, nella quale si è assistito anche allo svolgimento della decima giornata del campionato di calcio di serie A.

L’orrore, lo stupore e la paura per molti tecnici, che hanno dovuto metabolizzare la debacle delle proprie compagini. E allora cosa dire della Roma di Zdenek Zeman, alla sua seconda sconfitta consecutiva. Un gioco completamente offensivo e proteso ad attaccare a più non posso, ma senza tener conto dei dovuti limiti difensivi: e si sa che quando ci sono questi e la linea arretrata è troppo alta si può rischiare anche l’impossibile.

Al boemo piace dare spettacolo. Piace “fare” lo spettacolo. Magari, però, i supporters capitolini non sono dello stesso avviso se la propria squadra si fa rimontare inverosimilmente e in modo ripetuto.

Ma se sul fronte giallorosso la situazione è la seguente, le cose non sembrano andare decisamente meglio per la sua acerrima rivale: la Lazio. I biancocelesti, dopo la sconfitta con la Fiorentina, non sembrano aver assestato il colpo, guadagnando solo un pareggio con un Torino qualitativamente discreto ma non di pari livello.

Il Milan resta sempre l’elemento di maggior discussione di questa stagione da poco iniziata. L’ombra della squadra vincitrice di tutto negli anni passati. Allegri sì, Allegri no. La domanda dei tifosi continua ad essere incessante, con il tecnico sempre pronto a dover salire sul patibolo. Poca pecunia messa a disposizione dalla società, e tutti che si chiedono dove sia finito il Berlusca. Vecchie “colonne” ormai lontane e nuovi giovani pronti ad emergere, con El Shaarawy che appena ventenne già sente addosso l’ingombrante peso di salvare la propria squadra da figure non propriamente piacevoli.

L’Inter continua nella sua corsa verso il primo posto, ormai occupato saldamente dalla Juventus che anche in questo turno, con la rete decisiva di Pogba al 90′, ha dimostrato che le partite terminano solo al fischio finale.

Gli uomini di Stramaccioni ci sono e cominciano caldamente a pensare di poter essere gli anti-bianconeri. Effettivamente non gli si può dar torto, considerato l’organico di grande qualità, la motivazione e la determinazione di ogni singolo componente compreso il tecnico. Giovane e con tanta voglia di fare questo Stramaccioni.

Una voglia forse persa da Walter Mazzarri, che sembra quasi al capolinea. Privo di idee e senza verve, il mister del Napoli rilascia dichiarazioni sempre più inquietanti, ed intanto la sua compagine non sa che pesci prendere. Prima la beffa con la capolista, poi l’orrore visto in Europa contro il Dnipro. Tanti dibattiti e polemiche sul turnover, diventato quasi il capro espiatorio di ogni risultato negativo della squadra. Un calo fisico e mentale per i giocatori. Titolari e seconde linee in un vero e proprio dislivello, con De Laurentiis che ha grande faciltà ad incassare ma molta difficoltà a versare. Bocciatura per Vargas, grande promessa di poca sostanza. Ora si tuteli il piccolo Insigne: il ragazzo deve crescere e non va pressato. Pesa troppo l’assenza di Cavani, con il Matador obbligato a non infortunarsi per mancanza di sostituzioni adeguate. E intanto un’Atalanta meno fantasiosa e pericolosa del solito riesce a trovare il pertugio giusto per intascare una vittoria, con la prodezza di Carmona, che al Napoli costa cara.

Alla fine però c’è poco tempo per ripensare a tutto ciò. Tra due giorni di nuovo tutti in campo per un nuovo “scontro a fuoco”, con la sfida Juve-Inter: ed Halloween entrerà già a far parte delle rimembranze…

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