Nel “totonomine” per la presidenza della Rete Fognante c’è una nuova favorita. La guida del Consorzio è stata offerta anche a Vittorio Conti. Intanto Pippo Manuli potrebbe fare ricorso contro l’atto di “defenestramento”

Pina Raneri

Si deciderà a stretta scadenza il futuro del Consorzio Rete Fognante ed in particolare l’atteso riassetto dei vertici dell’ente dopo il provvedimento con il quale il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, ha dichiarato “decaduto” il presidente Pippo Manuli.

Si è parlato della possibile nomination per Andrea Raneri, ma adesso è spuntata l’ipotesi di una nomina a presidente di Pina Raneri, consigliere comunale dell’Amministrazione taorminese. Una soluzione, quest’ultima, che verrebbe vista di buon occhio da Passalacqua e che potrebbe trovare il placet degli altri Comuni componenti del consorzio.

Nelle scorse ore la presidenza sarebbe stata nuovamente offerta, comunque, anche a Vittorio Conti. L’ex assessore, defenestrato due anni fa dalla Giunta proprio dal sindaco non avrebbe dato tuttavia il suo placet. Conti, fu eletto alle Comunali nel 2008 nella lista civica “Primavera Taorminese” (lo stesso gruppo di Manuli), mentre adesso è un esponente di “Grande Sud”, che a Taormina è all’opposizione.

Intanto, si aspettano le prossime mosse di Manuli, che non pare intenzionato a mollare e ritiene che non abbiano fondamento le accuse mosse nei suoi confronti dal sindaco.

“Non c’è mai stata alcuna violazione dello statuto da parte mia e il mi operato è stato corretto”, ha detto Manuli, che potrebbe fare ricorso. “Abbiamo chiesto al sindaco di Taormina di fare le nomine in tempi brevi”, afferma Orlando Russo, sindaco di Castelmola. Passalacqua ha rimosso Manuli il 24 ottobre: in precedenza le dimissioni del presidente erano state chieste invano dagli altri sindaci, Russo (Castelmola) e Alessandro Costa (Letojanni), mentre più defilata è stata la posizione di Nello Lo Turco (Giardini).

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