La Giunta ha deliberato l’innalzamento dell’aliquota sulle seconde case e per le attività economiche: l’atto arriva oggi in Consiglio senza margini di modifiche. Raneri: “Comune amministrato con incompetenza”

l’aumento Imu a Taormina…

Come il piano di vendita degli immobili, anche la stangata Imu “agita” il clima a Taormina. C’è fermento, infatti, dentro e fuori il palazzo comunale sulla decisione della Giunta che nell’ambito del bilancio di previsione deliberato pochi giorni fa ha disposto l’innalzamento al massimo dell’aliquota sulle attività economiche e la seconda casa.

Si preannuncia battaglia sull’argomento in Consiglio comunale, dove l’argomento sarà affrontato stasera. Il Civico consesso rischia però di trovarsi con le “mani legate”.

L’Esecutivo, accogliendo la proposta dell’assessore Fabio D’Urso, ha previsto un maggiore gettito “Imu”, con una manovra di circa 2 milioni e 100mila euro che ovviamente graverebbe sulle tasche dei contribuenti. Ciò avverrebbe per l’effetto di un sensibile aumento dell’imposta sugli immobili.

Sull’argomento si è tenuta, intanto, una “movimentata” seduta di Commissione consiliare nella serata di martedì, alla presenza anche del Collegio Revisori dei Conti.

Il presidente Eugenio Raneri aveva chiesto nei giorni scorsi in commissione la previone di un provvedimento alternativo con un “taglio del 15% di tutta la spesa corrente al Comune di Taormina, ad esclusione delle voci di stipendio del personale e relativi oneri”. Secondo gli uffici, però, da una ricognizione fatta in tema, sarebbe emerso che non ci sono i margini di manovra per accogliere questa proposta.

“Alla richiesta se ci fossero margini di applicazione per una spending review – rende noto Raneri – gli Uffici finanziari hanno risposto esplicitando l’impossibilità di dare indicazioni in tale direzione opposta all’aumento Imu. La commissione non è stata in grado, quindi, di poter fare una proposta in diminuzione della spesa e alternativa alla proposta adottata dalla Giunta”.

A questo punto – continua Raneri -, le condizioni finanziarie del Comune, soprattutto sui contenziosi in atto, in aula non permetteranno ai consiglieri di assumersi responsabilità finalizzate a poter trovare soluzioni efficaci che possano garantire la tenuta finanziaria dell’ente ma scongiurare l’ennesimo aggravio sulle tasche dei cittadini.  

Malgrado i solleciti fatti all’assessore e dichiarati sin da aprile affinchè portasse al più presto in Consiglio il bilancio, saremo costretti a votare un pacchetto già “confezionato”, che prevede questo ulteriore aumento Imu in un momento di evidente crisi economica che investe la città e le attività produttive.

Non sono state curate nè valorizzate le entrate dei cespiti del Comune; è stata continuamente rinviata la discussione sulla tassa di soggiorno e non sono stati recepiti i provvedimenti del governo sulla riduzione di spesa.

La Giunta ha preparato l’ennesimo regalo alle attività produttive della città e si dovrà assumere tutte le responsabilità aver chiuso un bilancio che non consentirà al Consiglio di applicare nessun correttivo.  

Questo modo di operare non è solo di quest’anno ma una consuetudine da quattro anni a questa parte, con un bilancio che è arrivato scientemente in Consiglio con la nomina di un commissario: ciò dimostra tutta l’incompetenza, l’inadeguatezza e la superficialità con cui viene amministrato oggi il Comune di Taormina.

Giova ricordare, non a caso, che già alcuni mesi fa l’assessore D’Urso si era indirizzato su questa scelta e gli risposi che in un momento del genere non si poteva condividere questa linea. Altre cose le diremo in Consiglio.

Per avere l’esatta dimensione del danno che verrà fatto ai cittadini e agli operatori economici – conclude Raneri -, si parla di una previsione del doppio da pagare rispetto all’importo a suo tempo versato per l’Ici.  Questo è il risultato di un’Amministrazione che si trastulla e si permette di fare atti di indirizzo che sono invece di stretta competenza del Consiglio”. 

 

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