La competizione elettorale in Sicilia non è stata il successo di Bersani e Casini ma l’affermazione di Crocetta e Grillo. Astensionismo senza precedenti

Rosario Crocetta nuovo governatore

In Sicilia vince per la prima volta un uomo che ha lottato contro la mafia. Sembra che ci sia aria di cambiamento. Hanno vinto Bersani e Casini? No, ha vinto Crocetta.

È questa la vera novità. Vince un uomo che quando era sindaco di Gela era costretto a girare con il giubbotto antiproiettile. È un fatto molto importante. E significativo è anche nel complesso il voto siciliano, che sta ad indicare quello che a breve accadrà in Italia. Nel voto siciliano si posso già leggere in germe le diverse tensioni che animano il paese.

Da una parte c’è una volontà di cambiamento, di voltare pagina, di trovare uomini nuovi o politici di vecchio corso, ma onesti; dall’altra c’è un rifiuto netto della politica, che si manifesta purtroppo attraverso l’astensionismo.

Se in Sicilia ha vinto Crocetta e Grillo, è anche vero che ha anche vinto il partito dell’astensionismo e questo è preoccupante. Cosa pensano tutti coloro che non si sono recati alle urne di quello che ieri è accaduto? Cosa pensano che sia necessario fare per cambiare la Sicilia e soprattutto per cambiare l’Italia.

Tutti noi oggi dovremmo interrogarci su questo. Non è da sottovalutare, come molti credono, il voto degli astenuti, perchè dietro l’astensionismo c’è la sfiducia nella politica, c’è la resa, la rabbia, la solitudine, l’amarezza, la voglia di non lottare più, la convinzione che la democrazia non serva a nulla e che non si possa veramente cambiare.

Se sicuramente la vittoria di Crocetta rappresenta un momento importante nella storia della Sicilia e se è vero che questa volta il PD e l’UDC hanno saputo scegliere l’uomo giusto, è anche vero che il forte astensionismio è il segno di un male profondo che colpisce il nostro paese.

È il segno della rassegnazione, che va assolutamente combattuto. Tutti quei siciliani che non si sono recati alle urne e tutti quegli italiani che pensano di restare a casa alle politiche, sbagliano. Sbaglia chi pensa che rinunciando alla partecipazione ed all’impegno si possa risolvere qualcosa.

La politica dell’attuale governo e soprattutto dell’attuale classe politica non si combatte restando a casa chiusi nel proprio guscio e soprattutto non si combatte con la rete. Tutti noi, a partire dal voto, dobbiamo riappropriarci degli spazi di vita sociale e democratica che ci aspettano.

Alla rassegnazione che ieri si è manifestata nell’astensionismo bisogna contrappore una maggiore partecipazione. È vero che la vittoria di Crocetta è importante e rappresenta una rottura col passato e l’avvento di una nuova fase storica, ma se questa in Sicilia non sarà sostenuta da un impegno diretto dei siciliani e da una loro volontà di inaugurare una nuova stagione di risveglio sociale e culturale e soprattutto di legalità, sarà purtoppo vanificata.

Ecco oggi i siciliani, a nostro giudizio, dovrebbero riflettere non solo sulla vittoria di Crocetta, ma tutti elettori di destra e di sinistra e soprattutto gli astenuti dovranno pretendere ed impegnarsi, attraverso una partecipazione dal basso, che ci sia vero cambiamento e non il solito e trito slogan pubblicitario che grida alla fine di una stagione politica che sentiamo ripetersi ad ogni elezione!

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