Il primo partito è quello dei non votanti (53%), Cinque Stelle è la lista più votata davanti a tutti i partiti. Vince Crocetta ma all’Ars avrà un’opposizione scomoda. Grillo è una realtà nazionale e ora Monti dovrà preoccuparsi

Giancarlo Cancelleri e Beppe Grillo

Le elezioni-truffa della borghesia sono organizzate e gestite in modo da premiare i partiti supergettonati e stabilizzare il ceto padronale dominante, in barba al Paese reale.

Ma in occasione delle elezioni siciliane, nonostante il massiccio astensionismo, il disegno oligarchico è saltato: all’Assemblea regionale di Palazzo d’Orleans entrano nuovi esponenti di opposizione, alquanto “scomodi” e indesiderati. Il risultato è disastroso per il PDL, negativo comunque nella sostanza per il PD.

Il record di astensionismo dell’elettorato siciliano (53%) dimostra che la frustrazione, il pessimismo, il ripudio dell’inganno elettorale, è molto diffuso tra la gente, per ragioni ben comprensibili: atteggiamenti passivi che ancora sovrastano largamente la partecipazione attiva, l’opposizione cosciente, la volontà di alternativa.

I molti che non hanno votato hanno perso una occasione importante di infliggere ai partiti “montiani “una sconfitta ancora più sonora e pesante di quella che pure hanno subito , con nettezza, in queste elezioni.

I risultati elettorali lo dimostrano ampiamente : il Mov.5 stelle, inesistente in Sicilia nel 2008, diventa il 1^ partito con il 15,1 %, superando PD (13,5 %) e il PDL (12,2 %). PD e PDL perdono , rispettivamente, il 5% e il 20% rispetto alle elezioni del 2008. Una debacle, soprattutto per il PDL.

Il candidato presidente Cancellieri (M5S) ottiene il 18,5% (3,4% più delle sua lista) e si colloca al terzo posto, dopo Crocetta (31% PD+UDC+lista Crocetta) e Musumeci (25 %, PDL+cantiere popolare+lista Musumeci). Miccichè (MPA+Grande sud+futuro e libertà) ottiene il 15%; Lombardo (MPA ), ricordiamo, è il presidente uscente delle Regione. Giovanna Marano (6% ,IDV+FdS+Sel+Verdi) supera lo sbarramento del 5%, ma ottiene un risultato deludente, ben inferiore alle previsioni (anche per la esclusione furbesca imposta a Claudio Fava).

IDV(3,5%), (SEL+ Fds+Verdi = 3%), come partiti, sono sotto il 5% e quindi non hanno seggi in regione. Un risultato negativo per queste liste che devono , a mio avviso, rendere più netta e radicale la loro politica.

Anche il Movimento dei “Forconi” (1,8%) e il PCL (0,3%) – come previsto – non superano lo sbarramento. Dunque, tutte le liste e i candidati sindaci, tranne il Mov.5stelle, erano sostenuti da più formazioni.

Crocetta, con la sua lista (6,7%) e il PD vincono grazie all’apporto notevole dell’UDC (10,6%).Bersani dice di “aver vinto”, ma non è vero: è solo più succube dell’UDC , con buona pace di Vendola e di SEL.

Possiamo asserire che i partiti dominanti e sostenitori di Monti vengono batostati a dovere. Un ottimo auspicio anche per le prossime elezioni regionali e nazionali. Penso anche che questi risultati, in gran parte inattesi e poco gettonati, possano anche convincere molti frustrati a non astenersi, votando.

In particolare il Movimento 5 Stelle di Grillo diventa ora una realtà nazionale, non più una ipotesi velleitaria.

Come ho sempre sostenuto, le elezioni truffa della borghesia non possono produrre una alternativa di sistema, ma possono innescare e rafforzare la mobilitazione e la sollevazione popolare contro un governo sostenuto da partiti antipopolari, antisociale ed anticostituzionali.

Dopo queste elezioni, Monti e tutti coloro che lo sostengono – partiti, banchieri, confindustria, Vaticano, BCE, Nato,ecc. – hanno qualche motivo in più per preoccuparsi, ma anche per reagire alla impopolarità crescente con maggiore arroganza e prepotenza.

I mass-media non potranno più oscurare forze di opposizione, finora “assenti” dalle Istituzioni capitaliste: istituzioni sempre più lontane e nemiche della sovranità e dei diritti popolari.
In sostanza lo scontro politico tra ceto dominante e istanze popolari diventa più netto e radicale.

Il “No Monti day” del 27 ottobre scorso e queste elezioni, spingono verso la formazione di un fronte popolare di opposizione radicale contro Monti e chi lo sostiene, sulla base di un programma di alternativa credibile (sia pure di mediazione), fino a un governo popolare di emergenza.

Un percorso certamente difficile, ma ineludibile e praticabile, prima che il disastro sociale crescente, conduca ad azioni reazionarie e totalitarie ben peggiori di quelle odierne.

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