Si avvicina la scadenza del pagamento Imu e i Caf  lamentano un caos dovuto alla mancanza delle delibere dell’88% dei comuni. Ma il ministro Grilli è categorico e non fa dietrofront: “scadenze restano sempre quelle”

Mario Monti e Vittorio Grilli

“Le scadenze sono quelle previste e restano quelle”, ha detto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, a margine dell’inaugurazione dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate de L’Aquila, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile una posticipazione della scadenza Imu, fissata al 17 dicembre, dopo l’allarme lanciato dai Caf.

“Spero – ha aggiunto – che i ministri che non hanno deliberato lo facciano presto ma non e’ possibile spostare la scadenza, altrimenti si mettono a rischio gli obiettivi di deficit”.

Preoccupa la scadenze della terza rata Imu, ormai vicina: mancano ancora le delibere dell’88% dei comuni. Inoltre si attende il contenuto della norma generale per le dichiarazioni dell’imposta. A lanciare l’allarme è la consulta dei Caf, che sottolinea, che chiede di spostare al 31 dicembre il termine per il pagamento dell’ultima rata. “Siamo preoccupati per quanto riguarda le problematiche legate all’assistenza che dovremmo erogare ai contribuenti per il pagamento del saldo”, spiega il presidente, Valeriano Canepari, secondo cui saranno oltre 11 milioni i contribuenti che si rivolgeranno ai centri di assistenza fiscale per la terza rata Imu.

“Un governo arrogante va avanti con l’Imu come un caterpillar: le scadenze restano quelle attuali, anche se il saldo incerto metterà in seria difficoltà i contribuenti. Mi chiedo quanti altri errori dovremo perdonare all’esecutivo Monti prima che “affami” definitivamente le famiglie”, dichiara il sen. Felice Belisario, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama.

Intanto Befera torna a parlare di un suo vecchio ‘pallino’, il redditometro: “Il redditometro sarà presentato a brevissimo alle categorie”, ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Le entrate dalla lotta all’evasione sono “in linea” con lo scorso anno, continua Attilio Befera, mettendo in evidenza come tali risultati siano stati raggiunti nonostante la recessione e le nuove norme sulla riscossione.

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