L’avvocato di Parolisi getta nuove ombre sul delitto di Melania Rea: “c’è un pentito che ha raccontato di un incidente a un collega di Salvatore ma è stato ignorato”

Melania Rea e Salvatore Parolisi

I Casalesi dietro l’omicidio di Melania Rea? L’avvocato di Salvatore Parolisi, appena condannato all’ergastolo per l’assassinio della moglie, parla di una nuova pista. O meglio, di una pista ignorata dalla procura di Teramo.

L‘avvocato Valter Biscotti – come riporta Blitz Quotidiano – tira in ballo un collaboratore di giustizia che alla procura di militare di Roma, che ha portato avanti un’indagine parallela, ha parlato di camorra. Ecco cosa dice Biscotti al quotidiano Il Centro rispondendo alla domanda relativa all’identità del possibile omicida:

“Non è un problema che mi devo porre. La sentenza di Cogne è un caposaldo di questo tipo di processi indiziari. Ma se lei legge la sentenza d’appello del delitto di Garlasco, che assolve Alberto Stasi, troverà questa frase: “nessuno pensi che la difesa debba portare l’altro colpevole”. L’onere della prova spetta all’accusa che nel processo a Parolisi ha ignorato le dichiarazioni fatte da un collaboratore di giustizia alla procura militare di Roma. Il pentito è l’ex fidanzato di una soldatessa. Ai magistrati militari ha fatto rivelazioni sulla caserma di Ascoli Piceno, su un incidente stradale in cui è rimasto vittima un collega di Parolisi che, a suo dire, non è stato un incidente, e su un clan, quello dei casalesi. Nessuno può dire se siano cose vere oppure false, sta di fatto che a Teramo non mi risultano indagini sulle dichiarazioni di questo pentito. Così come il pm che indagava su sette sataniche e caserma è stato definito matto. Non voglio andare oltre. Vedremo in appello qual è la verità sulla morte di Melania”.

Oltre i nuovi sospetti e questa nuova pista che porterebbe addirittura ai Casalesi, rimane comunque pesante il quadro accusatorio contro Salvatore Parolisi. E il suo comportamento e le sue bugie non lo hanno certo aiutato nel processo che ha visto la sua condanna all’ergastolo.

 

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