Un gol di Hamsik stende il Chievo e tiene il Napoli al secondo posto, in scia alla Juve capolista. La Roma invece crolla 3-2 in casa con l’Udinese, decide Di Natale

Marek Hamsik

Vince il Napoli, crolla la Roma. Nei posticipi della nona giornata, alla squadra di Mazzarri basta un guizzo di Hamsik per superare il Chievo e tenere il passo di Juventus e Inter. I giallorossi di Zeman, invece, subiscono un’altra incredibile rimonta da 2-0 a 2-3 (doppiette di Lamela e Di Natale).

Napoli-Chievo 1-0. La squadra partenopea riesce a tenere il passo della Juve anche senza Cavani. Agli azzurri basta un gol di Hamsik a inizio ripresa per avere ragione del Chievo in uno dei due posticipi della 9ª giornata. Un successo meritato per gli azzurri che hanno sprecato tanto sotto porta e avrebbero potuto chiudere la sfida con un divario molto più ampio. Molto positiva la prova di Insigne, che ha sostituito egregiamente il Matador, entrando in tutte le trame di gioco offensive e infiammando con le sue giocate il San Paolo (tifosi allo stadio in mascherina per proteste dopo i fatti legati alla sfida di Torino con la Juve).

Fra i migliori in campo Inler, che ha giganteggiato a centrocampo sfiorando due volte il gol nel primo tempo (per lui anche un palo). Errori clamorosi sotto porta quelli di Maggio e Pandev, capaci sempre nella prima parte di gara di dilapidare due clamorose occasioni a meno di un metro dalla linea. Non ha sbagliato a inizio ripresa invece Hamsik, bravo a insaccare con un preciso diagonale di sinistro su precisa verticalizzazione di Zuniga (poi costretto a uscire per un problema muscolare).

Il vantaggio non ha facilitato però il compito del Napoli, che non è riuscito a trovare varchi giusti per chiudere la pratica nonostante la superiorità numerica (espulso Vacek a metà ripresa per doppia ammonizione) ed ha sofferto fino all’ultimo la disperata reazione gialloblù (Corini ha chiuso con tre punte: Thereau, Pellissier e Moscardelli). Alla fine comunque può sorridere Mazzarri: tre punti, secondo posto conservato e sempre -3 dalla Juve.

Roma Udinese 2-3. Da 2-0 a 2-3, come contro il Bologna. Sull’ottovolante zemaniano questa volta ride l’Udinese, mentre la Roma esce ridimensionata nella notte che doveva confermare i recenti progressi di Totti e compagni. Dopo le vittorie contro Atalanta e Genoa, i giallorossi sono tornati agli antichi errori di inizio campionato crollando sotto i colpi di Di Natale. A Zeman non bastano la doppietta di Lamela (già a quota cinque gol, più di tutto lo scorso anno), il buon esordio di Dodò e il rilancio di Pjanic. Le proteste per il generoso rigore concesso all’Udinese, condite dall’espulsione finale di Tachtsidis, non fanno altro che aumentare il rammarico romanista. Totti, in forma splendida, ispira tutte le azioni d’attacco giallorosse. Al 5′ ci prova di testa Osvaldo, poi si scatena Lamela. L’attaccante argentino spreca due grandi occasioni davanti a Brkic ma poco dopo si riscatta con gli interessi. Al 22′ si libera di due avversari e dalla linea di fondo beffa il portiere bianconero con una magia. Passano due minuti e arriva il raddoppio. Questa volta è Osvaldo a servire un perfetto cross in area per Lamela che di testa firma la sua doppietta in un Olimpico festante.

Ma è proprio mentre la Roma sembra ormai padrona del gioco e della gara che l’Udinese rialza la testa e riapre i giochi. Al 32′, infatti, Domizzi sbuca in area romanista e di sinistro batte Stekelenburg. La squadra di Zeman sbanda paurosamente ma Di Natale la grazia sprecando due grandi occasioni. In avvio di ripresa Guidolin prova a cambiare qualcosa inserendo Badu per Faraoni, ma è il capitano dell’Udinese ancora una volta decisivo. Al 5′ Stekelenburg compie un miracolo in uscita, ma sul prosieguo dell’azione il portiere olandese nulla può sulla conclusione ravvicinata di Di Natale. Zeman è preoccupato e cambia. Al 18′ Dodò, ormai senza fiato, esce per fare spazio a Marquinho. Poco dopo è il turno di Florenzi al posto di Pjanic.

La Roma torna a spingere ma manca di precisione sotto porta. Osvaldo e De Rossi sbagliano due facili opportunità, l’Udinese si difende soffrendo. A 7′ dalle fine il tecnico boemo si gioca l’ultima carta: fuori Totti, dentro Destro. Su un contropiede friulano, però, l’Udinese completa la rimonta. L’arbitro assegna il rigore per un contatto in area tra Castan e Silva, Di Natale chiude il conto col “cucchiaio”.

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