Lettere ai dipendenti: “non votate il presidente Obama”: pratica legalizzata da una sentenza della Corte suprema

Barack Obama

Diverse grandi aziende Usa hanno inviato lettere o pacchetti informativi ai loro dipendenti per suggerire, e alcune volte consigliare esplicitamente, come votare alle presidenziali del prossimo 6 novembre.

E’ quanto riporta oggi il New York Times, rivelando come in alcune di queste missive, i dirigenti ammoniscano sul fatto che una rielezione di Barack Obama potrebbe danneggiare l’azienda, per un aumento dei costi dovuto alla riforma sanitaria o per un aumento delle tasse, paventando così un rischio per l’occupazione.

Il quotidiano americano ricorda che fino al 2010 la legge federale vietava alle aziende di usare fondi societari per sostenere e fare campagna per i candidati politici, e di suggerire ai dipendenti come votare, ma una sentenza della Corte suprema, ‘Citizen United’, ha eliminato tali divieti.

Il Nyt ricorda come sia stato lo stesso candidato repubblicano, Mitt Romney, a invitare gli imprenditori, in un incontro dello scorso giugno, a intervenire presso i propri dipendenti. “Spero chiariate ai vostri dipendenti quale sia l’interesse migliore per la vostra azienda e quindi per il loro lavoro e per il loro futuro nelle prossime elezioni”, disse Romney nella conferenza organizzata dalla National Federation of Independent Business.

Sono, intanto, oltre 10,5 milioni gli americani che hanno già votato, per corrispondenza o di persona, per le prossime presidenziali Usa del 6 novembre, e i due contendenti alla Casa Bianca continuano a lanciare appelli.

Obama si è recato nel New Hampshire, Stato che aveva conquistato nel 2008, ma che oggi appare minacciato dal suo avversario, Mitt Romney, che invece si recherà in Florida: il principale dei 10 Stati ritenuti cruciali, con i suoi 29 grandi elettori, e quello dove è più acceso il confronto tra i due contendenti alla Casa Bianca, insieme all’Ohio. Proprio oggi si aprono i seggi in Florida, mentre in Ohio le operazioni di voto sono iniziate il 2 ottobre.

Leggendo il dato sul voto già espresso dagli elettori, il docente Michael McDonald dell’Università George Mason, ha dichiarato possibile battere il record registrato quattro anni fa, quando furono 41 milioni (il 30% del totale) gli americani che ricorsero al voto anticipato. Sono 31 gli Stati americani in cui è possibile esercitare il diritto all”early voting’ tra cui Stati cruciali come Florida, North Carolina, Wisconsin, Iowa, Colorado e Nevada, mentre tutti gli altri Stati consentono il voto per corrispondenza.

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