Il candidato alle primarie centrosinista: “viviamo un momento in cui questa burocrazia ormai soffoca tutto”

Matteo Renzi

“La mia candidatura è l’unica che potrebbe scardinare un blocco del sistema. Che ci sia un blocco sostanziale, al di là degli aspetti tecnici, è evidente”: lo ha dichiarato Matteo Renzi, candidato alle primarie del centrosinistra.

«Quando si parla di riforme – ha proseguito – si dice “vai avanti tu che mi scappa da ridere”. Si va avanti da trent’anni con le stesse idee. Noi siamo stati gli unici a dire anche nel nostro partito che il re era nudo. Viviamo un momento in cui la burocrazia soffoca tutto. Ci sono persone come i sindaci che nel corso di questi anni hanno tagliato, che sono libere e possono cambiare le cose».

«Ormai siamo alle candidature a targhe alterne. Berlusconi è più altalenante dello spread. Dopo 18 anni di berlusconismo questo Paese ha bisogno di parlare d’altro. Vorrei che le primarie del Pd parlassero dei problemi concreti del paese altrimenti ricadiamo negli errori del passato», ha aggiunto il sindaco di Firenze.

«Il 95% del gruppo dirigente del Pd sta contro di me e la nostra scommessa è dimostrare che la base Pd è con noi». Dice Renzi intervistato da Maria Latella: «Se vogliamo scrivere un libro nuovo – ha aggiunto riferendosi al vertice del partito – non possiamo farlo con autori vecchi; non è che se vinco io devo dare un ministero alla Bindi, uno a Fioroni eccetera».

«Io sono uno di quelli che ha un mutuo sulla prima casa. In banca in questo momento ho 19.500 euro; in un paese che ha 80 miliardi di euro per il pagamento di interessi sul debito, non parlare con la finanza significa non pagare i dipendenti della pubblica amministrazione. E’ impossibile non farlo». Poi il rottamatore torna sulla cena con gli esponenti della finanza a Milano organizzata da Davide Serra per replicare alle polemiche che gli sono piovute addosso: «La vicenda delle Cayman è stata usata per denigrazione ed è molto triste, perchè vuol dire che c’è una incapacità a parlare di fronte».

Ed è arrivata anche la risposta agli attacchi di Massimo D’Alema: «Noi stiamo cercando di parlare del futuro dell’Italia partendo da una situazione in cui per 20 anni c’è stato Berlusconi e l’antiberlusconismo. Perchè se siamo a questo punto la colpa non è solo di Berlusconi. Non si può avere sempre l’alibi di Berlusconi; rassicurerei D’Alema, se c’è una invasione alle primarie e non si vota un candidato che lui preferisce non significa allora che sia una spia del nemico: possono votare anche quello che lui non preferisce ed essere genuini». 

Infine l’ipotesi di un tandem Montezemolo-Casini. Anche qui Renzi sembra avere le idee chiare: «Non sarà certamente questo che porterà ad una fase di innovazione».

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