L’arbitro Gervasoni annulla un gol regolare a Bergessio, poi convalida una rete in off-side di Vidal: finisce 1-0 per i bianconeri e il “Cibali” protesta per l’ingiustizia subita 

il gol annullato a Bergessio e quello concesso a Vidal

Catania infuriato, Juve vittoriosa: polemiche a non finire nel campionato di Serie A. Succede di tutto nell’anticipo domenicale della nona giornata, destinato ad essere ricordato per tutto il campionato come la gara dello scandalo, dove gli errori degli arbitri hanno favorito il volo della capolista in maniera troppo evidente per non aprire il vaso di Pandora della guerra verbale su favoritismi, sudditanze psicologiche e malafede dela classe arbitrale.

I siciliani si sono visti prima concedere e poi ritirare una rete regolarissima di Bergessio e nella ripresa hanno visto Gervasoni completare la frittata convalidando un gol di Vidal arrivato su un offside di Bendtner. Abbastanza per smettere di parlare di calcio e dedicarsi alle polemiche senza fine che accompagneranno il triplice fischio.

Con Bendtner e Pogba titolari, la Juve si presenta al cospetto del Catania di Maran che gioca a viso aperto, chiude bene gli spazi e riparte velocissimo con Gomez a brillare per velocità, intelligenza e pericolosità. I siciliani meritano e al 25′ passano: Bergessio è abile a liberarsi del controllo di Asamoah e ad avventarsi a finalizzare un tiro cross di Marchese, sporcato da Spolli e Lodi e respinto dal palo della porta di Buffon. Ma qui il capolavoro della terza squadra in campo, quella arbitrale: spinto anche dalle proteste della panchina bianconera, con Pepe arrivato a due passi dall’assistente, Gervasoni decide dopo un lungo conciliabolo di annullare la rete dell’argentino per fuorigioco. E a quel punto tutta la rabbia catanese erutta esplosiva come un vulcano, con Pulvirenti in persona a richiamare giocatori e tecnico letteralmente infuriati per la scelta di Gervasoni: scelta che arriva dopo essersi consultato con l’assistente Maggiani, a sua volta convinto dall’arbitro di porta Rizzoli (stesso ruolo di Pechino, del famoso rigore di Vucinic in Juve-Napoli di Supercoppa).

Rizzoli che vede male. Malissimo. Perché le immagini televisive, che per l’ennesima volta tanto servirebbero a questo sport, mostrano la posizione regolare di Bergessio sul cross, sul tocco di Spolli e sul successivo tocco di Lodi. Ma è deciso così, gol buono annullato all’avversaria della Juve e clima ormai completamente avvelenato: la Juve respira, i siciliani protestano a ogni soffio di vento, Gervasoni fischia qualsiasi cosa per cercare di arrivare sano e salvo all’intervallo. E Andujar è miracoloso due volte su Vucinic.

E nella ripresa arriva anche la ciliegina sulla torta, il secondo episodio chiave della partita sbagliato, anche questo, da Maggiani. Al 12′ Vucinic serve in area Bendtner, in fuorigioco: il danese conclude su Andujar, la palla resta vicino alla porta siciliana e Vidal approfitta della corta respinta per siglare il vantaggio bianconero. Juve avanti e gara che prosegue con Gervasoni spaesato, i catanesi a reclamare in continuazione ad ogni contatto e il clima già rovente del Massimino ormai avvelenato dalle decisioni arbitrali. I catanesi restano anche in 10 per l’espulsione di Marchese che si prende il secondo giallo per un fallo di mano ingenuo. Finale con Giovinco (subentrato a un Vucinic nella classica versione sciupona) che si divora più volte il raddoppio mentre Morimoto prova in ogni modo a riaprire la partita.

Lo stadio subissa di fischi la Juventus, che lascia il campo con il coro “Ladri, ladri”, ennesimo prologo del calcio italiano che si prepara a un’altra, infinita, tempesta di polemiche.

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