Oltre 4 milioni di siciliani alle urne per scegliere il nuovo governo della Regione. Seggi resteranno aperti dalle 8 alle 22. Lunedì lo spoglio: verdetto atteso in tutta Italia

le liste in competizione alle Regionali in Sicilia

Sicilia alle urne per la resa dei conti che sarà il termometro della politica nazionale. Sono 4.426.754 siciliani, di cui la maggioranza, 2.284.380, donne, gli elettori chiamati domenica al voto per le regionali.

Si vota domenica 28 ottobre in 5.307, sezioni sparse nei 390 comuni delle nove province dell’Isola. In occasione delle ultime elezioni regionali nel 2008 (13 e 14 aprile) a votare fu il 66,68% degli aventi diritto, ma in quel caso le urne rimasero aperte anche il lunedì e furono rinnovati, contestualmente, Senato e Camera. Per individuare un’analoga tornata elettorale bisogna andare, invece, al 2006, quando nell’unico giorno in cui si votò, il 28 maggio, l’affluenza fu del 59,16%. In palio novanta posti da deputato a Palazzo dei Normanni e il posto più ambito: quello da presidente della Regione autonoma siciliana, uno dei maggiori centri spesa del Paese.

Si propongono per ereditare il posto di Raffaele Lombardo (Mpa – governatore dimissionario dopo il rinvio a giudizio in un’inchiesta di mafia) questi uomini e donne: Sebastiano Musumeci detto Nello, 57 anni, è candidato per Pdl, Pid-Cantiere popolare, La Destra, Fareitalia e Alleanza di Centro (Adc); Gianfranco Miccichè, 58 anni, è candidato per Grande Sud, Pds (ex Mpa), Fli e Mps; Rosario Crocetta, 61 anni, è candidato per Pd, Udc, Api e Psi; Giancarlo Cancelleri, 37 anni, è candidato per il Movimento 5 stelle; Giovanna Marano, 53 anni, è candidata per Sel, Idv, Federazione della sinistra e Verdi; Cateno De Luca, 40 anni (rinviato a giudizio per tentata concussione, abuso d’ufficio e falso per una vicenda che risale a quando era sindaco di Fiumedinisi), è il candidato del partito della Rivoluzione; Lucia Pinsone, 52 anni, è candidata della lista ”Volontari per l’Italia”; Mariano Ferro, 56 anni, è candidato del movimento dei Forconi; Giacomo Di Leo, 52 anni, per il Partito comunista dei lavoratori; Gaspare Sturzo, 50 anni, per Italiani liberi e Forti; Davide Giacalone, 53 anni, per Le Ali della Sicilia.

Il centrodestra spera nella vittoria di Nello Musumeci, evento che avrebbe un impatto considerevole anche a livello nazionale. Il centrosinistra si affida a Rosario Crocetta, l’ex sindaco di Gela, omosessuale e cattolico, sul quale ha deciso di puntare anche l’Udc di Casini (dopo la batosta Cuffaro, l’ex presidente condannato a sette anni di carcere per rapporti con la mafia). Meno chances nelle rispettive aree di voto sembrano avere Gianfranco Micciché (centrodestra) e Giovanna Marano (sinistra radicale, ala Fiom).

Atteso invece l’exploit di Giancarlo Cancelleri (M5S) che dopo la martellante campagna di Beppe Grillo, cominciata con lo sbarco a nuoto a Messina e chiusasi a Caltanissetta di fronte a 7.000 persone in delirio, potrebbe addirittura sbancare. Insomma, lotta apertisisma. Con un’incognita supplementare: il voto disgiunto rende possibili accordo trasversali e non dichiarati

La scheda di votazione è unica e l’elettore dispone di due voti, uno per la scelta della lista regionale, il cui capolista è candidato alla carica di presidente, l’altro per la scelta della lista provinciale. Nell’ambito della lista provinciale prescelta, l’elettore può esprimere la preferenza per uno dei candidati alla carica di deputato regionale compreso nella lista medesima. L’elezione è a turno unico e quindi non è previsto alcun ballottaggio. Sarà eletto presidente della Regione il candidato che totalizzerà il maggior numero di preferenze.

Lo scrutinio inizierà lunedì alle 8. I risultati ufficiali saranno proclamati dagli appositi Uffici centrali circoscrizionali, costituiti presso i tribunali dei nove comuni capoluogo, e dall’Ufficio centrale regionale, costituito presso la Corte d’Appello di Palermo. Per poter votare, i cittadini devono recarsi nella sezione indicata nella tessera elettorale personale che il Comune ha già provveduto a recapitare in occasione di precedenti elezioni.

La scheda contiene, entro un apposito rettangolo, il contrassegno di ciascuna lista che concorre nell’ambito provinciale, affiancato sulla medesima linea da una riga riservata all’eventuale indicazione della preferenza per un candidato alla carica di deputato regionale appartenente alla lista. Alla destra di tale rettangolo è riportato il cognome e nome del capolista della lista regionale collegata, candidato alla carica di presidente della Regione, affiancato dal relativo contrassegno.

L’elettore esprime il suo voto per una delle liste provinciali tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta o nel relativo rettangolo e può esprimere una preferenza scrivendo il nominativo di uno dei candidati compresi nella lista stessa: oppure l’elettore esprime il suo voto per una delle liste regionali tracciando un segno sul nominativo del candidato alla carica di presidente della Regione o tracciando un segno sul simbolo della lista, ovvero su entrambi.

L’elettore può validamente votare una lista regionale ed una lista provinciale non collegate fra loro (cd “voto disgiunto”). Se l’elettore omette di votare per una lista regionale ed esprime validamente il suo voto soltanto per una lista provinciale, il voto si intende espresso anche a favore della lista regionale collegata.

I deputati da eleggere sono 90, visto che la legge di riforma costituzionale, che ne prevede l’abbassamento a 70, non ha ancora avuto l’ok definitivo dal parlamento nazionale (si attende la “seconda lettura” alla Camera). A Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, entreranno 80 deputati eletti nelle liste provinciali, oltre al presidente della Regione, al candidato governatore arrivato secondo e agli 8 nomi presenti nel listino del vincitore. Tra gli aspiranti deputati è in lista anche Toti Lombardo, 23 anni, figlio dell’ex governatore dimissionario.

La legge elettorale siciliana consente, infatti, di “pescare” nel listino qualora la coalizione vincente non raggiunga nel proporzionale il numero di 54 deputati che le assicurino un’ampia maggioranza.

Nei 9 collegi provinciali la ripartizione dei seggi, attribuita secondo un quoziente legato alla popolazione, prevede 7 eletti ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, 17 a Catania, 3 a Enna, 11 a Messina, 20 a Palermo, 5 a Ragusa, 6 a Siracusa e 7 a Trapani.

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