I media vorrebbero ancora farci credere che Monti è il “salvatore della patria”: il corteo di Roma ci racconta un’altra verità. E la svolta può partire dal voto in Sicilia, vero laboratorio politico per iniziare a punire la casta

“No Monti day”

Nel “NO Monti day” di Roma c’è stata una imponente manifestazione di studenti e medici (al mattino), di cittadini di ogni condizione sociale (nel pomeriggio).

Contestato duramente Monti la BCE e la UE dei banchieri, nonché i partiti che lo sostengono ed i sindacati confederali consociativi.”governo popolare di emergenza” è stato lo slogan più ripetuto nelle piazze della capitale.

I mass media ci raccontano ancora che Monti è “ il salvatore della patria” , che è “benvoluto e popolare”, che “molti “ (leggi poteri dominanti) lo vorrebbero ancora come capo di un governo “politico”.

Frottole! Il Paese reale e la sua parte più onesta, evoluta e cosciente lo sta contestando e ripudiando insieme alle forze che lo sostengono: banchieri, speculatori, confindustria, privatizzatori, Vaticano, partiti di governo e vertici sindacali confederali compiacenti.

Nel “No Monti day” di Roma imponenti cortei di studenti e medici (al mattino), di cittadini e lavoratori di ogni condizione (nel pomeriggio), hanno riempito le piazze di Roma chiedendo una svolta radicale nella politica della scuola e della sanità pubblica, nella politica complessiva di questo governo antipopolare, antisociale ed anticostituzionale.

Ho partecipato all’imponente e combattivo corteo del pomeriggio: forse 100.000 persone, avanguardia della parte sana, laboriosa e cosciente che ha sfilato per ore nelle vie di Roma, riempiendo piazza San Giovanni.

In piazza c’era tutto il sindacalismo di base (Cobas, CUB e USB); c’era la FdS e i comunisti variamente collocati ; c’era il mondo della scuola e della sanità pubblica; sfrattati e inquilini vessati; cittadini e migranti. Quelli che pagano i costi più pesanti della politica montiana. Le richieste più pressanti : un “governo popolare di emergenza”; “Via Monti e il suo governo”; “fuori dai ricatti del debito, della BCE e della UE”;

“Noi la crisi non la paghiamo”. Mancavano il PD e i sindacati confederali, ma anche l’IDV e la SEL. Il socialismo, come antidoto del capitalismo distruttivo e guerrafondaio, è stato evocato in molti cartelli.

Il Tg3 della Rai di oggi – in ossequio al PD? – ha dedicato più tempo al discorso di Monti al “festival della famiglia”!? (dove è stato pure contestato) e a quello del presidente della confindustria, che non alle manifestazioni popolari della giornata. Ha fatto di tutto per censurare immagini “in campo lungo” dell’immenso corteo popolare e della piazza San Giovanni gremita. Ha omesso cartelli, slogan e testimonianze significative, “scomode” per la impostura mediatica corrente. Non ha dato i “numeri dei partecipanti”, nemmeno quelli soliti e “risibili” della questura.

Ormai politici e giornalisti di regime si rendono conto della difficoltà di difendere l’indifendibile e di dover raccontare balle, sempre più incredibili e grottesche: la “crescita” (del capitale finanziario, della miseria e della disoccupazione); l’“uscita dalla crisi“ (come , dove, quando, per chi?); la “popolarità di Monti” (da parte di chi?) che esterna frottole virtuali senza contraddittorio, come in un regime. Perciò parlano d’altro, mentre cercano il nuovo “prestigiatore” del capitalismo che possa sostituire Monti e la sua squadra.

Le contestazioni popolari hanno riguardato anche Fornero, Profumo e il ministro delle “guerre” Di Paola. Intanto il presidente Napolitano, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini italiani, propaganda il Monti bis, certamente indesiderato per almeno la metà del popolo italiano (insieme ai partiti che lo sostengono).

Berlusconi, invece, inveisce contro la magistratura per la sua condanna 4 anni, parlando di “sentenza politica”.

In un Paese “normale e civile” dovrebbe subire una ulteriore condanna per oltraggio alla magistratura.

Dunque sono tanti i segnali che indicano che il clima politico in Italia sta cambiando, perciò banchieri, speculatori e borghesia parassitaria corrono ai ripari e cercano “pretesti e vie di fuga”.

Molti dei partecipanti al corteo hanno rivendicato che questa grande opposizione sociale persista nella sua azione antagonista, con lo sciopero nazionale, con iniziative mirate e con una mobilitazione crescente.

Sull’onda di questo “No Monti Day” le elezioni in Sicilia possono infliggere un altro colpo significativo a questo ceto dominante, corrotto, bugiardo, distruttivo ed arrogante, votando e punendolo. E’ questo l’auspicio e il difficile percorso per un Italia finalmente migliore.

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