Manifestazione a Roma per dire “no”alle politiche troppo oppressive di un governo tecnico che ormai sa solo tassare i cittadini più deboli e non tocca la casta 

la manifestazione contro Monti

L’appuntamento alle due del pomeriggio a Roma in Piazza della Repubblica. Da lì oggi la partenza della manifestazione Nazionale “No Monti day” per tutti coloro che pensano che la politica di austerity del governo Monti ha colpito solo coloro che hanno sempre pagato e che non hanno alcuna responsabilità della crisi (salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro “autonomo”).

Le politiche del governo Monti secondo gli organizzatori della Manifestazione hanno solo impoverito gli italiani ed hanno contribuito ancora di più a distruggere la scuola pubblica, la sanità, i trasporti, i Beni Comuni e i servizi pubblici.

I Cobas in particolare in un comunicato in cui hanno formalmente aderito alla manifestazione scrivono: “Nulla hanno pagato gli evasori fiscali (circa 300 miliardi l’anno sottratti alle casse statali), i grandi patrimoni ( il 10% degli italiani possiede il 52% di beni mobili e immobili), banche , gruppi finanziari e industriali; mentre corruzione e ruberie delle caste politiche infestano le strutture nazionali, regionali e locali, sottraendo altre centinaia di miliardi all’uso collettivo; mentre le grandi mafie spadroneggiano non solo nelle regioni di origine ma si spartiscono il territorio nazionale, violentandolo economicamente e sul piano ambientale”.

La Manifestazione odierna nasce dunque da una forte opposizione al Governo ed alla sua politica che non fa altro che produrre disoccupazione, precarietà, e distuzione del servizio pubblico e soprattutto licenziamenti e chiusura delle fabbriche.

 Il Governo infatti invece di investire nei Beni Comuni e nell’ambiente e di procedere all’assunzione dei precari (nella scuola e in altri ambiti di lavoro) e di promuovere l’industria e l’occupazione, si è inventato inutili “concorsacci” che non sono altro che un ulteriore spreco di risorse.

La manifestazione nasce dunque da un rifiuto -si legge ancora nel comuicato dei COBAS- dell’Europa dei Patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell’austerità e del rigore, che non ha fatto altro che devastare i paesi europei ( Grecia, Italia, Spagna). Ma cosa viene proposto in alternativa? C’è in alternativa una nuova idea di democrazia basata sul lavoro dignitoso, sullo stato sociale, sul reddito per tutti e soprattutto ponga al centro il rilancio delle politiche del lavoro. Una nuova economia che ponga al centro la persona, l’ambiente e la valorizzazione dei territori.

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