Valanga di critiche, accuse e anche mozioni contro l’ex ministro Giovanna Melandri candidato presidente, in dicastero con il min. Ornaghi, al Maxxi di Roma (Museo delle Arti del XXI secolo). Giusta nomina o parentopoli?

Giovanna Melandri

Il 19 ottobre Lorenzo Ornaghi nomina, l’ex ministro ai Beni culturali Giovanna Melandri, deputato PD, presidente della fondazione Maxxi.  La notizia non è passata inosservata e le ripercussioni si propagano a macchia d’olio da un partito all’altro in un tam tam incessante.

«E adesso aspettiamoci che il ministro Ornaghi proponga Massimo D’Alema per il Teatro alla Scala. Infatti con la nomina della Melandri alla presidenza del Maxxi il governo sembra volersi specializzare nel trovare poltrone agli eccellenti rottamati del Pd.

Siamo dinanzi ad una decisione molto grave, che nulla ha a che vedere con la cultura ma è soltanto bulimia di potere» inveisce Stefano De Lillo, senatore PDL, sulla nomina; seguito da Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera che con rammarico, asserisce: «Quello che ha fatto il ministro Ornaghi ha dell’incredibile. Ho la massima stima per l’onorevole Melandri, ma proprio per questo e per il riconoscimento della sua caratterizzazione politica molto marcata, certamente, reputo la nomina fatta da Ornaghi un autentico fuor d’opera».

Non sono da meno anche Nichi Vendola che dichiara: «Nulla di personale contro la Melandri, che io stimo molto, ma l’ex ministro è attualmente parlamentare. Quindi stilisticamente mi pare una cosa complicata da digerire. Non è un bel gesto da parte del governo» e per il PD Matteo Orfini ci tiene  a precisare che: «Le scelte del ministro sono state prese in totale autonomia e il Partito democratico le ha apprese a cose fatte».

Di opinione diversa  è invece l’architetto del MAXXI  Zaha Hadid che si dichiara felice della nomina e ritiene che l’ex ministro: «Contribuirà attivamente al successo del Maxxi con entusiasmo, impegno e competenza».

E cosa dice a tal proposito “l’imputata” Giovanna Melandri che ha scatenato questa macchina da guerra mediatica?

«Il Maxxi è una Ferrari con il freno a mano tirato: ha cominciato a correre, mi piacerebbe dire “ci rivediamo al milione di visitatori”: lavorerò con energia e passione per il suo rilancio» afferma l’ex ministro e in merito alla sua nomina aggiunge:«Ho risposto a una chiamata delle istituzioni che accolgo in totale e assoluto spirito di servizio. Non mi sembrava giusto rendermi indisponibile a una chiamata istituzionale: questo Paese mi ha dato tanto, sono stata anche ministro dei Beni culturali e penso che chi serve le istituzioni lealmente possa anche restituire qualcosa ed è con questo spirito di servizio e disponibilità che ho accolto la proposta di Ornaghi».

Come si può evincere dagli ultimi eventi anche la cultura e l’arte rischiano di diventare demanio della politica e di uno schieramento politico, piuttosto che di un altro.

Per garantire un’imparzialità e una qualità maggiore ed evitare di far collassare una delle più grandi opere rappresentative del XXI secolo, quale il MAXXI,  sarebbe meglio tener fuori interessi economici, politici di ogni genere e puntare all’ innovazione, cercare nuovi talenti per aprire nuovi orizzonti e ampliare lo sguardo anche oltreoceano. Il carburante necessario per tutto questo è il sapere, la voglia di mettersi in gioco e investire sul futuro della cultura, dell’arte e dell’umanità stessa.

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