A Natale il bomber in Europa per le vacanze: potrebbe essere il momento per la svolta. I cinesi lo blindano ma l’ivoriano vuole giocare di nuovo nel calcio che “conta”

Didier Drogba

Didier Drogba alla Juventus sta diventando un tormentone. Il bomber rivuole il calcio che conta, la Signora cerca il top player per l’attacco.

L’affare va in porto? Sì, no, forse. Per il momento rimane forse “fantacalcio”, nonostante il tutto sia comunque possibile. La situazione – riporta Calciomercato.com – potrebbe sbloccarsi prima di fine anno, quando Drogba tornerà in Europa per le vacanze.

Il contratto faraonico (circa 10 millioni di euro all’anno) è il motivo per cui Drogba, fresco vincitore della Champions League 2011-2012, ha lasciato l’Europa per giocare nella Chinese Superleague, nello Shanghai Shenhua. Didier aveva valutato i rischi di giocare in un campionato emergente, però la crisi in Europa gli ha impedito di trovare un’offerta di grossa cifra per farlo rimanere nel Vecchio Continente.

Alain Wang Qinbo, giornalista di Titan Sport, ha svelato tutti i retroscena sull’eventuale partenza di Drogba dalla Cina: “Dopo i primi 3 mesi di vita a Shanghai, Drogba ha già trovato alcune cose che non gli piacciono – le parole di Alain – la squadra viaggia a metà-classifica e i giocatori cinesi dello stesso club hanno addirittura scioperato negli allenamenti per il mancato pagamento degli stipendi. Didier soffre la lontananza dalla famiglia, che continua a vivere a Londra. Senza la patente cinese (non convertibile con quella straniera), non può guidare nemmeno la macchina per godersi liberamente la vita mondana a Shanghai. Di più, è infastidito per essere usato usato come “ostaggio” dal presidente di club nella lite con gli altri azionisti”.

La questione chiave è proprio qui: Zhu Jun, il presidente dello Shanghai Shenhua, ha proposto e firmato il contratto faraonico di Didier Drogba non per ambizione calcistica, come fatto il Guangzhou Evergrande con Marcello Lippi, ma per speculare sulla pubblicità: “Lo Shanghai Shenhua è una squadra storica nel campionato cinese – prosegue Alain – prima del 2007 la proprietà era nelle mani di alcune aziende statali. Zhu Jun, allora proprietario di Shanghai Liancheng, una piccola squadra di Shanghai, ha potuto ottenere il 28,5% delle azioni dello Shenhua dopo la fusione dei due club ed è entrato in gestione. Negli ultimi 4 anni non c’è stata alcuna discussione fra Zhu Jun e gli azionisti statali, ed anche la stampa si è abituata a considerare Zhu Jun l’unico patrone del club. La questione viene fuori “perfettamente” dopo l’arrivo di Drogba”.

Appena Didier Drogba è sbarcato in Cina, lo Shanghai ha ricevuto una minaccia di causa alla FIFA da parte del club argentino di Racing, per il mancato pagamento del cartellino di Giovanni Moreno, centrocampista colombiano. La verità è che lo Shanghai ha pagato circa il 28,5% del prezzo fissato, la percentuale azionaria di Zhu Jun. La questione si è risolta in tempi brevi perché Zhu Jun sa di non poter scherzare con una possibile causa alla FIFA: “Ma Zhu Jun e soci hanno approfittato della situazione, rilasciando ad alcuni giornalisti una serie di “indiscrezioni” sul problema delle azioni. Zhu Jun dichiara che esiste un accordo datato 2007: se lui investe più di 150 milioni di Yuan, circa 15-18 milioni di euro, potrà automaticamente aumentare le sue quote azionarie al 70%. Ma, sempre tramite la stampa, Zhu Jun ha minacciato di pagare solo la sua percentuale di stipendi a Drogba e Anelka, se gli azionisti statali non pagheranno il resto. Da qui lui, essendo il gestore, potrà dichiarare il fallimento della società”.

L’autenticità del famoso accordo è ancora soggetto di verifica, ed in ogni caso non esiste la logica per cui Zhu Jun debba pagare solo la sua percentuale di stipendi a Drogba e Anelka: “Lui è l’azionista-gestore, lui ha firmato con questi calciatori senza passare dall’assemblea degli azionisti come nel passato aveva venduto giocatori importanti del club; di più, negli ultimi anni, l’investimento nel club da parte di Zhu Jun è avvenuto piuttosto sotto forma di “prestito” dalla sua azienda personale, la 9 CITY”, prosegue Alain.

Secondo la stampa cinese, Drogba ha ricevuto il 30% della cifra pattuita al suo arrivo a Shanghai, ma le altre rate successive sono state arretratte perché Zhu Jun le sta usando per litigare con gli azionisti statali: “Sotto questo clima surreale, Didier Drogba è tentato dall’idea di tornare in Europa – prosegue il collega cinese – ma è anche consapevole di essere prigioniero del contratto firmato. Un’operazione per liberarlo sarà più che complicata e se torna in Europa Drogba perderà di sicuro tanti soldi. Per liberarsi, la strada della causa alla FIFA per gli stipendi arretrati è già bloccata perché il contratto di Drogba è troppo speciale. Forse non tutti i calciatori importanti avrebbero accettato un contratto del genere per giocare in una realtà calcistica poco conosciuta.

Come Anelka, una parte dello stipendio di Drogba è sul contratto calcistico e un’altra parte importante viene da un contratto di immagine-sponsorizzazione per il nuovo gioco online dell’azienda di Zhu Jun, che ha sede a Singapore. Questo doppio-contratto è un gioco abituale nel campionato cinese, dove non esiste un sindacato dei calciatori ed i dritti dei professionisti non sono per niente protetti. Nel caso di Drogba, se farà causa, perderà sicuramente la parte economica del contratto-immagine. Per fortuna il campionato ha ancora solo due turni da giocare. In novembre, Didier Drogba potrà tornare in Europa e valutare bene se vale la pena continuare a Shanghai”.

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