Lo Stato impiegherà anche i Servizi Segreti per dare la “caccia” ai killer più feroci e l’assalto ai patrimoni

lotta alla criminalità a Scampia

Catturare i latitanti, innanzitutto. Poi, elaborare una strategia che veda protagonista una «squadra speciale», una task force simile a quella che ha dato i migliori frutti investigativi nella lotta contro il gruppo Setola e il clan dei casalesi in Terra di Lavoro. E, terzo obiettivo: aggredire i patrimoni dei camorristi che interpretano in questi giorni quella tragedia umana e sociale che chiamiamo «faida di Scampia».

Eccole le linee guida che emergono dall’incontro bilaterale tra i vertici della polizia e quelli della Procura di Napoli. Un incontro – spiega “Il Mattino” – che aveva ad oggetto la definizione di nuove linee strategiche di contrasto alla criminalità organizzata napoletana. Il faccia a faccia tra il procuratore Giovanni Colangelo, l’aggiunto della Direzione distrettuale antimafia con delega ai clan dell’area urbana, Alessandro Pennasilico, e – per il Viminale – il vicecapo della polizia Francesco Cirillo, accompagnato dal capo del Dipartimento anticrimine Gaetano Chiusolo e dal questore Luigi Merolla, è durato circa due ore.

È invece saltato, e rinviato a questa mattina, l’altro incontro previsto: quello tra i rappresentanti del Viminale e il presidente del Tribunale di Napoli, Carlo Alemi. Con Alemi verranno affrontate le tematiche relative al versante delle misure di prevenzione. Molti i temi affrontati in Procura. Dalla mattanza in corso tra scissionisti e «girati» (proprio ieri un nuovo morto ammazzato: Gennaro Spina, 26 anni, pregiudicato per droga e evasione: era considerato vicino alla Vannella) all’omicidio del povero Pasquale Romano, finito per errore nel mirino di sicari a Marianella una settimana fa.

L’ultima di una lunga serie di persone ammazzate senza che avessero nulla a che fare con la criminalità organizzata. È lo stesso vicecapo della polizia, Cirillo, a fare il punto sull’incontro con i magistrati inquirenti partenopei, all’uscita dal palazzo della Procura del Centro direzionale: «Le forze in campo ci sono e stanno lavorando ottimamente». Serve tuttavia qualche importante ritocco. «Qualche specialista? – prosegue il vicecapo della polizia – Arrivera».

«Ci siamo soffermati e abbiamo fatto il punto della situazione – ha aggiunto Cirillo – valutando le strategie per combattere la criminalità organizzata a Napoli, ed in particolar modo nei quartieri a rischio. Continuerà il lavoro egregio che stanno facendo le forze di polizia». Dietro la formula, si legge chiaramente la sostanza del discorso: nelle zone teatro del conflitto sono già attivi i servizi segreti. C’è, ovviamente, da completare quella che Cirillo chiama «squadra di specialisti»: e in tal senso si guarda all’ottimo lavoro svolto a suo tempo per contrastare i Casalesi.

«Con il procuratore Colangelo – conclude Cirillo – abbiamo studiato, in una atmosfera di grande sintonia, qualcosa che possa dare risultati tangibili e visibili: continuerà il lavoro egregio delle forze di polizia. La cattura dei latitanti è e resta al primo posto. Si tratta di un’attività investigativa specializzata che è andata spesso a buon fine. Come sono caduti i grandi latitanti, cadranno anche questi».

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