Sylvia Kristel, la diva del film erotico scomparsa pochi giorni fa, raccontata da Alain Siritzky, uno dei primi produttori della serie che ha stregato intere generazioni

Sylvia Kristel

Dopo il prematuro decesso di Sylvia Kristel, star del filone cinematografico erotico francese “Emmanuelle”, siamo riusciti a contattare Alain Siritzky, uno dei primi produttori della serie, per farci raccontare la vera storia di “Emmanuelle”.

Siritzky ci ha risposto mentre era appena tornato a Parigi da Los Angeles, dove ora dirige la sua societá di produzione e distribuzione, chiamata Emmanuelle TV.

Nel 1973 la societá francese ParaFrance Films fece acquistare per 10.000 franchi i diritti del libro di Emanuelle Arsan, intitolato appunto “Emmanuelle” per farne un film. Arsan era lo pseunonimo di Marayat Bibidh, una scrittrice nata in Tailandia nel 1932 e sposata con un francese. Per via del contenuto erotico, il libro uscí in forma clandestina nel 1959 e l’autrice lo firmó solo nelle edizioni successive. In seguito fu scoperto che il vero autore, peró era il marito.

All’epoca, ParaFrance, una societá che gestiva delle sale cinematografiche in Francia, era diretta da Alain Siritzky che finanzió un suo amico, il produttore Yves Rousset-Rouard per acquistare i diritti del libro “Emmanuelle” per girarne il film. Per la sceneggiatura Rousset-Rouard incaggió Jean-Louis Richard che non volle collaborare con Arsan.

Ecco come Siritzky ricorda l’idea di fare un film erotico: “All’epoca, le nostre sale proiettavano con grande successo ‘Ultimo tango a Parigi’ di Bernardo Bertolucci. Aveva incassato 1,5 milioni di franchi, mentre i suoi altri film si fermavano a 400.00. Avevo notato che molti spettatori lasciavano la sala dopo la scena di sesso con il burro. Questo mi fece capire che il pubblico era attratto da scene erotiche d’autore e quindi incaricai Rousset-Rouard – che stava attraversando un periodo difficile con la sua casa di produzione di film pubblicitari, Trinacra Film – di trovarmi un progetto simile”.

Come regista per “Emmanuelle” fu scelto Just Jaeckin, un ex fotografo di moda diventato famoso come regista di spot pubblicitari, per dare al film una patina elegante.
Con la fase di pre-produzione avviata, si diede inizio alla scelta dell’attrice protagonista, ruolo rifiutato da tutte le star dell’epoca, nonostante l’alta professionalitá degli autori (Richard, ad esempio, era sposato con Jeanne Moreau ed aveva collaborato con Francois Truffaut).

Allora si diede il via ai provini in Francia, Italia, Inghilterra ed in tutta la Scandinavia. Dopo tre mesi di infruttuose ricerche, lo sceneggiatore prese in mano le redini della ricerca e cominció a visionare le videocassette dei provini.

Ricorda Siritzky, “in quei tempi usavamo le cassette U-matic di 3/4 di pollici e, dato che erano costose, le compravamo usate e ci registravamo sopra altri video. Mentre Richard visionava i provini, apparve per alcuni secondi una ragazza tra la fine di un provino e l’inizio di un altro. In quell’attimo lo sceneggiatore puntó il dito allo schermo e urló: ‘é lei Emmanuelle!’.

Il problema era che quella sequenza non era dei provini ma di un video girato in precedenza per uno spot che non si era cancellato”.

Rintracciata l’agenzia pubblicitaria, si scoprí che il video era stato girato dalla loro succursale di Amsterdam. Da lí risalirono ad una modella 20enne, alta, con i capelli corti e magra di nome Sylvia Kristel. La portarono a Parigi e le fecero fare un provino con una pellicola di 35 mm, che rappresentava il massimo della qualitá cinematografica.

Continua Siritzky: “Ció che ci piaceva di Sylvia era che non aveva nessuna esperienza di recitazione, pertanto poteva rappresentare Emmanuelle in modo naturale”.

Finita la scelta degli interpreti, partirono tutti per la Tailandia. Ma lí, quando le autoritá si accorsero della natura altamente erotica del film, la troupe fu espulsa dal paese. Ma il peggio doveva arrivare. Racconta Siritzky: “come attore principale avevamo Alain Cuny, famoso per i suoi film con Federico Fellini. Cuny aveva accettato la parte solamente per i soldi. Quando fummo espulsi dalla Tailandia avevamo girato circa 60 minuti del film e ce ne mancavano altri 25, tra cui alcune scene importanti da girare in uno studio a Parigi.

Cuny, peró, si rifiutava di girare altre scene perché sperava che il film non uscisse nelle sale. Quando gli fu fatto presente che sarebbe uscito in modo imperfetto con il suo nome bene in vista, accettó di girare le ultime scene in studio”.

Il film uscí nel 1974 e Siritzky si assicuró che venisse proiettato nei migliori cinema francesi. Al Cinema Triomphe su Champs Elyse il film rimase per ben 10 anni. Costato l’equivalente di 500.000 dollari, Siritzy stima che “Emmanuelle” abbia incassato in tutto il mondo 300 milioni di dollari. Con Siritzky, Sylvia Kristel ha girato 5 film su “Emmanuelle” ed una serie televisiva di 7 puntate, sempre sullo stesso personaggio.

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