Monito del prof. Ortolani: “ripetuti interventi edilizi e continui movimenti sul territorio potrebbero provocare fenomeni idrogeologici e acuire inoltre i pericoli di conseguenze sismiche anche con scosse di lieve entità”

l’eccessivo numero di interventi edilizi a Taormina

Porre un freno ai tanti, troppi, interventi di edilizia in atto sul territorio di Taormina per non andare incontro al rischio di un aggravio delle conseguenze dei fenomeni naturali.

Il monito arriva dal prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia all’Università Federico II di Napoli. Ortolani, ritenuto uno dei massimi esperti in Italia, nella materia di fenomeni  idrogeologici e sismici, conosce bene Taormina perchè è stato proprio lui a sovrintendere l’equipe che ha realizzato il nuovo Piano di Protezione Civile della città del Centauro.

L’invito a limitare le attività edilizie ed in particolare le opere di sbancamento che hanno interessato a più riprese diverse zone di Taormina, coincide con la necessità di difendere lo stato dei luoghi.

I pericoli da scongiurare, in sostanza, sarebbero quelli di nuove frane ma anche per quanto attiene i fenomeni sismici. Anche scosse di lieve entità, in anni recenti, a Taormina come nell’hinterland sono state avvertite maggiormente rispetto al passato. Il terreno si ritrova, insomma, “nudo” o quasi al cospetto degli eventi naturali dopo esser stato privato di massi e vegetazione che costituivano in origine l’assetto ambientale. 

“Di per sè – spiega il prof. Ortolani – gli sbancamenti possono minare la stabilità dei versanti specie durante un sisma. La zona dove si accumula il terreno di riporto potrebbe arrecare problemi alla stabilità del versante sottostante. Sul terreno di riporto in caso di sisma si possono, altresì’, avere assestamenti. Naturalmente dipende dai calcoli fatti e dalle corrette individuazioni delle problematiche locali”. L’esperto evidenzia, in ogni caso, che “mai come adesso bisogna avere rispetto della natura, sapere dove si può intervenire e come si interviene. Altrimenti, laddove la mano dell’uomo è incauta, possono determinarsi eventi di tipo idrogeologico, che mettono poi in seria difficoltà una comunità”.

Proprio sul Piano di Protezione Civile che riguarda Taormina si dovrebbe avere, intanto, nelle prossime settimane un’accelerazione per passare alla fase operativa. Gli elaborati consegnati nei mesi scorsi al Comune e già presentati pubblicamente, dovrebbero arrivare in Consiglio comunale entro fine anno. 

A breve l’arch. Giuseppe Aveni, che ha coordinato il gruppo di lavoro, e il dirigente comunale alla Protezione Civile, Giovanni Coco, faranno il punto della situazione. Dopo la discussione in Consiglio si dovranno svolgere delle riunioni già da tempo ipotizzate con i vari enti preposti e/o interessati nell’ambito dell’iter.

L’obiettivo è quello di raccogliere indicazioni per eventuali correttivi finali da apportare in corsa alle linee strategiche tracciate in materia di prevenzione del rischio in zona. Si sta valutando anche l’opportunità di iniziare a prevedere delle esercitazioni pubbliche, sovrintese dagli uomini di “Radio Valle Alcantara”, con le quali poter rendere partecipe la popolazione di come comportarsi nell’eventualità (che si spera ovviamente rimanga tale) di calamità naturali.

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