Forum alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza”: le prospettive del Vecchio Continente

quale futuro per l’Europa?

Nord contro Sud, una sfida tra virtuosi e spendaccioni d’Europa, ben incarnata nello scontro tra Germania e Grecia.

All’Università La Sapienza di Roma si è tenuta la presentazione del quaderno speciale di Limes “Nord contro Sud, il muro d’Europa”.

Diversi modi di vivere, tutti contro tutti, è questa la situazione dell’Europa nel 2012, all’ombra della crisi economica che oscura le speranze di un’ Europa forte e unita e divide il nord dal sud.

Ad aprire il dibattito il direttore di Limes, Lucio Caracciolo che pone come problema centrale della crisi europea la rilegittimazione di forme di razzismo anche nelle élites politiche. “Ognuno deve vivere col suo reddito – ha affermato Liisa Liimatainen, ex corrispondente della tv finlandese Yle che riassume così il pensiero dei paesi del nord – è ingiusto che la Finlandia debba pagare i debiti di altri”.

A rappresentare il sud, il direttore dell’istituto Cervantes, Sergio Rodriguez Lopez Ros che spiega: “La crisi sistemica è fondamentalmente una crisi di valori che rende ancora più difficile distruggere i pregiudizi del Nord sul Sud”, al quale si affianca Dimitri Deliolanes corrispondente tv ERT che mostra come ormai Spagna, Italia, Cipro non si fidino più dell’UE perché temono l’incubo Grecia, che “ha aderito all’UE per avere sicurezza e si è ritrovata con gravose sanzioni”.

L’on. Boccia auspica invece che la situazione europea migliori, infrangendo il muro dei pregiudizi che vedono il sud come la fascia della corruzione e della criminalità europea, cercando invece un obiettivo comune. Arianna Montanari, docente di Sociologia dei fenomeni politici, individua il problema nella ricerca costante di un modo per risparmiare, anziché nell’utilizzo di nuove risorse e nella creazione di fonti di guadagno per rilanciare l’Europa.

Un’opinione condivisa è quella di superare pregiudizi e luoghi comuni che bloccano la crescita del vecchio continente per cercare, nonostante le differenze politiche, culturali e finanziarie, di far prevalere il sentimento di cittadino europeo.

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