In un appello ai taorminesi, l’esponente Udc candidato alle Regionali, parla di “una realtà quotidiana fatta di corruzione e clientelismo”, ma ritiene che Taormina “è capace di dire di no ai patetici ricatti di piccoli uomini’

Mario D’Agostino

A cinque giorni dal voto, il candidato all’Ars dell’Udc Mario D’Agostino, ex assessore provinciale, ha diffuso una nota-denuncia e un appello alla sua città, Taormina.

L’esponente Udc nella sua lettera parla di “una realtà quotidiana fatta di corruzione e clientelismo”, ma allo stesso tempo ritiene che Taormina è “una collettività matura e responsabile, capace di dire di no ai patetici ricatti di piccoli uomini”.

Da Mario D’Agostino riceviamo e pubblichiamo:

“In questi giorni – si legge in una nota -, le famiglie della nostra comunità leggeranno una lettera in cui, presentandomi come candidato, ho provato a raccontarmi, cercando di parlare con il cuore alla mia città. Adesso siamo al termine di una campagna elettorale nella quale dovremmo tendere tutti all’obiettivo comune di una alternativa di buona politica, quale antidoto ad alcuni esempi di pessima politica purtroppo già vissuti in questi tempi più recenti.

Ho sempre pensato che la rivoluzione sociale, quella vera, possa partire solo dalla possibilità di esprimere il proprio consenso in modo consapevole, in maniera convinta.

La forza delle idee consiste nella loro immortalità, come immortali sono i principi su cui dovrebbe basarsi la buona politica : l’onestà, la ricerca di un bene comune, l’amore per il proprio territorio.

La realtà quotidiana, però, ci invia segnali molto diversi : una percezione diffusa di corruzione, clientelismo, deriva dei valori morali. Ma non dipende forse anche da noi e dalle scelte che facciamo il far prevalere la buona o la cattiva politica?

Ecco perché il nostro voto è già una scelta di campo : perché ognuno può indicare, con il proprio consenso individuale, quale vorrebbe che sia la società in cui vivere.

La mia speranza, per una società migliore, è che chi cerchi un consenso basato sulle più basse logiche di bottega, o peggio sul piccolo favoritismo, ne resti fortemente deluso, poiché respinto da una collettività matura e responsabile; che chi proponga allettanti “promesse” di occupazione, magari stagionale, si ritrovi a doversi vergognare ogni volta della più perfida delle cattiverie, il voler speculare sul posto di lavoro.

Che non trovino spazio nel nostro territorio i patetici ricatti da piccoli uomini o le ritorsioni da finto adulto, poiché la società civile, mortificata da tale atteggiamento, boccerà senza appello gli autori.

Scriveva Hemingway che “il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso”. Il mio augurio, per Taormina ed il suo comprensorio, è che la lotta per esso si basi su una scelta di buona politica, partendo da una espressione di voto consapevole. In questo modo, ne sono certo, lasceremo ai nostri figli un mondo migliore”.

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