Casini allontana l’ipotesi di un nuovo “patto” con il Cavaliere: “non ci può essere alcun revival politico”

Pier Ferdinando Casini

“Mettere insieme Casini e Berlusconi è una cosa ridicola per lui e per me, non si può risolvere tutto con un ‘volemose bene generalizzato’, come se non fossero trascorsi questo otto o dieci anni: è un problema di politica”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, parlando di Silvio Berlusconi.

“Io non ce l’ho con Berlusconi, figuriamoci. Ma se è un revival del passato, allora stiamo perdendo tempo”, ha aggiunto lo stesso Casini.

La replica, in casa Pdl, è arrivata da Renato Schifani, colui che anche nelle scorse ore ha ribadito l’appello del partito di Berlusconi ai centristi: “Mi spiace che Casini continui con una logica del passato, il mio appello non deve essere letto come” finalizzato alla “chiusura dell’era berlusconiana, deciderà lui cosa fare”.

Casini, insomma, tira dritto per la sua strada. La legge di stabilità “sarà modificata. Il Parlamento non è un passacarte. Montismo non vuol dire mutismo”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, in una conferenza stampa alla Camera dopo l’incontro con il premier Mario Monti.

“Apprezziamo l’idea del governo – ha aggiunto – di procedere a un abbassamento dell’Irpef, è un segnale che il governo ha capito quello che gli italiani chiedono a gran voce. Ma non possiamo rischiare di compromettere i grandi risultati ottenuti in Europa e che sono sintetizzati nella quota dello spread”.

“Temiamo – ha sottolineato Casini – che l’abbassamento dell’Irpef e l’intervento sulle detrazioni rischi di penalizzare le famiglie modoreddito con figli, quindi abbiamo indicato a Monti un percorso che porti alla loro salvaguardia. Monti si è detto disponibile, ha solo la preoccupazione che i saldi restino invariati e che non venga compromesso quanto fatto finora con i sacrifici degli italiani”.

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