“No” di Pd e Fli sulla scuola e i tagli agli insegnanti. Bersani: “così non si vota”. Cgil: “siamo pronti allo sciopero”. Pdl: “necessario cambiare Iva e detrazioni”

Mario Monti

Mario Monti vuole altri tagli ma stavolta sale la stretta dei partiti sulla legge di stabilità. Ci sono altolà piuttosto fermi nel pressing che le varie forze politiche stanno esercitando sul premier Mario Monti, che mira a far approvare in tempi rapidi il disegno di legge. A chiedere un passo indietro sono stati in tanti, soprattutto sui provvedimenti sulla scuola pubblica e i possibili tagli agli insegnanti.

Già ieri Bersani ha assicurato che il Pd non voterà le norme sulla scuola contenute nel ddl “così come sono”, definendole “invotabili”. E trovando la sponda di Fli: “Futuro e Libertà si è intestata la battaglia in difesa dei docenti e contro il folle progetto di prolungamento dell’orario di lavoro e non accetterà alcun compromesso: o la proposta sarà definitivamente ritirata o Fli voterà contro il governo” ha spiegato oggi il vice coordinatore Fabio Granata. “Dopo il caos dei concorsi e tante questioni ancora non risolte – ha aggiunto – non intendiamo più assistere alla demolizione della scuola pubblica italiana”. Sul piede di guerra anche la Cgil, che si è detta pronta a una grande manifestsazione unitaria: “Basta con i balletti. La normativa sull’aumento dell’orario per gli insegnanti e gli ulteriori tagli alla scuola devono essere cancellati”.

A preoccupare il Pdl, invece, sono più che altro alcuni punti come la revoca delle detrazioni e l’aumento dell’Iva. Il segretario Angelino Alfano, che ha parlato di “tradimento di un patto fiscale tra cittadino e lo Stato”. Poi, ha spiegato, c’è “l’aumento dell’Iva che si mangia la diminuzione dell’Irpef, di cui peraltro non beneficeranno i meno abbienti, gli incapienti. Su questo bisogna urgentemente intervenire. Prendiamo i soldi dal taglio della spesa pubblica anziché dall’aumento delle tasse”.

“Su fisco e sicurezza il governo deve fare marcia indietro. La legge di stabilità così come è stata presentata non è votabile” ha detto anche il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. “Pur nel rispetto del lavoro dell’esecutivo e consapevoli delle difficoltà che l’Italia sta attraversando – ha proseguito – non possiamo permettere un’ulteriore crescita del carico fiscale. Su detrazioni e aumento dell’Iva ci aspettiamo quindi un ripensamento”.

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