Mesotelioma +419%. Il Ministero lancia l’allarme per donne e bambini: compromessa la salute dei residenti

i fumi dell’Ilva

Il ministero della Salute lancia l’allarme sull’incidenza dei tumori nella zona di Taranto dove si trova l’Ilva e dà il via al biomonitoraggio della popolazione. Dal 2003 al 2009 è aumentata tragicamente l’incidenza su donne e bambini in particolare, secondo quanto emerge dallo studio Sentieri.

“I residenti nei quartieri Tamburi, Borgo, Paolo VI e nel comune di Statte mostrano una mortalità e morbosità più elevata rispetto alla popolazione di riferimento, in particolare per le malattie per le quali le esposizioni ambientali presenti nel sito possono costituire specifici fattori di rischio”, ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi.

Dai risultati emerge con chiarezza, ha spiegato, uno stato di compromissione della salute della popolazione residente a Taranto, coerente con quanto emerso dai precedenti studi di mortalità e morbosità: per i mesioteliomi pleurici è stato registrato un aumento del 211% nelle donne.

Le evidenze scientifiche dello stato di compromissione della salute a Taranto giustificano una sistematica opera di risanamento ambientale come quella avviata con il decreto di Autorizzazione integrata ambientale approvato in conferenza dei servizi il 18 ottobre scorso. “Sono un po’ sorpreso perché i dati a Taranto tendono a non scendere”, ha detto Balduzzi.”Ho la sensazione che si debba fare qualcosa di più. In sede Aia – ha spiegato – siamo andati per chiedere una svolta, che era già nelle intenzioni del ministro per l’Ambiente. Tutte le nostre proposte sono state accolte. Fra queste quella di avviare un biomonitoraggio sui lavoratori dell’Ilva e sulla popolazione di Taranto con particolare riguardo ai bambini. Abbiamo chiesto ed ottenuto la possibilità di rivedere le prescrizioni dell’Aia in funzione dei risultati del biomonitoraggio. Il ministero concorrerà a coprire le spese per l’avvio di questo sistema di monitoraggio sanitario”.

Questi i dati più significativi sull’incidenza dei tumori a Taranto sulla popolazione adulta: per gli uomini si registra un aumento della mortalità rispetto al resto della provincia del 30% per tutti i tumori, 50% per tumore maligno del polmone, più del 100% per il mesiotelioma e per tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie, del 30% per tumore della vescica, della testa e del collo, del 40% per tumore maligno del fegato, del 60% per linfoma non Hodgkin, del 20% per tumore del colon-retto e della prostata e del 90% per melanoma della pelle.

Per le donne residenti a Taranto e Statte, sempre a confronto col resto della provincia, si rileva un aumento di incidenza per tutti i timori di circa il 20%. Più 24% dei tumore alla mammella, più 80% del corpo dell’utero, più 48% dei tumori al polmone, più 75% dei tumori al fegato, più 43% dei linfomi non Hodgkin, più 100% dei tumori allo stomaco superiore. I dati del progetto Sentieri mostrano incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita e per alcune condizioni morbose di origine perinatale.

In sintesi gli aggiornamenti dello studio Sentieri, promosso dal ministero per la Salute, confermano anche per il periodo 2003/2009 negli uomini un eccesso di mortalità per tutte le cause (+14%), tutti i tumori (+14%), malattie circolatorie (+14%), malattie respiratorie (175%), tumori polmonari (+33%), mesioteliomi pleurici (+419%). Nelle donne si conferma, nello stesso periodo un eccesso di mortalità per tutte le cause (+8%), di tutti i tumori (+13%), per le malattie circolatorie, (+14%), per i tumori polmonari (+30%) e per i mesioteliomi pleurici (+211%).

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