Stanno trasferendo il debito pubblico italiano dalle banche straniere alle nostre. E quando questo sarà interamente nei nostri istituti di credito, il default saremo costretti a pagarlo solo con le nostre tasche

le bugie sullo spread

Oggi lo spread non ha il significato che aveva due anni fa, o anche un anno fa, per il semplice fatto che la maggior parte del debito pubblico italiano è stata sottoscritta dalle banche italiane. Quindi la presenza di operatori internazionali vigili sul mercato italiano si è affievolita. Ci troviamo un po’ a giocare in casa.

Il fatto che le banche abbiano sottoscritto il debito dello Stato – spiega il blog “Cado in piedi” – è abbastanza chiaro: in una situazione di crisi come quella attuale banche e Stato sono legate a doppio filo ed è anche chiaro che le banche non chiederanno un tasso di interesse eccessivo che porti lo Stato a una situazione di crisi, tipo quella che è successa l’anno scorso. In realtà si sta cercando di trasformare l’Italia, ma anche la Spagna, in una sorta di nuovo Giappone, dove quasi il 100% dell’indebitamento dello Stato viene sottoscritto dalle banche nazionali o dalla stessa popolazione.

Non dobbiamo dimenticare che con l’introduzione dell’Euro sparì il rischio di svalutazione della moneta italiana, poiché moneta unica. E dunque ci fu una grossa presenza delle banche straniere in Italia per quanto riguarda la vendita del credito, sia per quanto riguarda il credito agli individui e alle società, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la sottoscrizione del debito pubblico.Basti vedere che la presenza delle banche straniere nel debito italiano aumenta progressivamente dal 1999 fino al 2010 e passa da un 30%, fino al 60%. Nel 2012, dunque, il 60% dell’indebitamento italiano era nelle mani delle banche straniere. A quel punto scoppia la crisi del debito sovrano. E che succede?

Succede che queste banche progressivamente riducono la percentuale di debito pubblico dei paesi della periferia che hanno nel loro portafoglio. E oggi le banche tedesche hanno una percentuale del 30% del debito italiano. Chi è che ha comprato questo debito pubblico (perché è chiaro che questo debito pubblico ha continuato a crescere e quindi l’Italia ha continuato a fare delle aste)? Le banche italiane, che sono passate da una percentuale nel 2010 intorno al 30/35% a una percentuale altre il 60%.

L’obiettivo non detto è quello di riuscire a fare sì che le banche italiane riescano a sostenere in toto il debito pubblico italiano. Così se l’Italia si troverà al centro di una grave crisi in cui dovrà fare un default, chi pagherà quel default saremo noi…

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