Il rottamatore punzecchia Bersani: “le regole fanno male a te, ti fermerai al 25%. Ora scusati con Serra”. Stoccata anche per Monti: “crisi finita? Le cose non stanno così” 

Matteo Renzi

“Il mio Pd arriva al 40 per cento, il loro Pd al 25”. Così Matteo Renzi si lancia all’attacco ospite della trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata.

Il sindaco di Firenze è a Torino per il suo tour elettorale. «Se vinco – promette – D’Alema va a casa definitivamente. Poi una stoccata a Grillo che gli aveva dato dell’invidioso del Movimento 5 stelle: «Io più che altro invidio il conto in banca di Grillo», ha ribattuto il rottamatore.

La polemica sulle regole. «Abbiamo bisogno di voltare pagina. La sinistra che vogliamo è la sinistra del coraggio». Ha detto poi Matteo Renzi al suo comizio di Torino, confermando la sua partecipazione alle primarie a prescindere dalle regole e attaccando Bersani: «Non abbiamo paura delle nuove regole, a noi non fanno male, ma fanno male a te, caro segretario, perché cambiando le regole hai messo le condizioni di poter dire che queste primarie sono ispirate dalla vostra paura non dal nostro coraggio», ha detto Renzi. «Chi vuole governare il Paese deve avere il coraggio di mettere tutto cio che può sul tavolo, non può aver paura del voto dei 17enni o del voto libero degli italiani modificando delle regole che erano sempre state le stesse».

«Bersani ha paura». «Noi le faremo lo stesso le nostre primarie, siamo disponibili a fare di tutto, noi non ce ne andremo da casa nostra neppure se ci cacciano ma ci dispiace per il nostro segretario perché l’impressione di voler cambiare le regole in corso d’opera non è stata dettata dal tentativo di infiltrazioni della destra. Quando le primarie sono state infiltrate, le hanno infiltrate come a Napoli i capibastone del centro sinistra, non quelli della destra», ha aggiunto ribadendo comunque: «Io non scappo con il pallone sottobraccio. La nostra sinistra è leale. Quando si perde si dà una mano a chi vince. Si può perdere, ma non si può perdere la faccia». In caso di sconfitta «non scateneremo una guerra. Lavoreremo con il sorriso».

Frecciata a Monti. Il sindaco lancia anche una frecciata a Monti: «Chi vi dice che la crisi è finita vi prende in giro. La crisi non ha una fine, è un cambiamento. Ed è anche una opportunità. Noi siamo di sinistra perché non abbiamo paura del futuro. Futuro è parola da pronunciare con piacere, non con angoscia».

La polemica sulle Cayman. Appena arrivato al palazzetto dove si tiene il comizio Renzi ha scherzato sulla polemica delle Cayman, nata dopo la sua cena organizzata con esponenti della finanza lombarda: «Sono arrivato in ritardo perché avevo un aereo dalle Cayman …», ha detto. C’è una sinistra che è «ossessionata dall’idea del denaro», ha aggiunto poi. Quanto allo scontro tra Serra, l’imprenditore organizzatore della cena, e Bersani, Renzi ha chiarito la sua posizione, ospite dell’Annunziata: «Credo che il segretario del mio partito abbia detto delle parole di troppo su Serra e farebbe bene a scusarsi. Conosco Serra, lo stimo, fa un mestiere che non sarei capace né vorrei fare e credo che la polemica di questi giorni si ripercuota contro il segretario del mio partito, il che mi dispiace».

Veltroni e D’Alema. Un accenno anche al passo indietro di Veltroni e D’Alema: «Due autorevoli leader del centrosinistra hanno fatto questa settimana un passo indietro. Non dico che era ora. Ma il gesto è importante. Abbiamo bisogno di voltare pagina».

«L’Unità mi ha ferito violentemente». Il sindaco ha detto di essere stato «ferito violentemente» da L’Unità: «Ha detto che le nostre idee sono fascistoide. E per me fascista è un insulto. Faremo un buon servizio alla sinistra – ha aggiunto – quando recupereremo la correttezza del linguaggio».

Melandri. A In mezzora di Lucia Annunziata Renzi affronta anche la spinosa polemica sull’ex ministro Melandri nominata presidente del Maxxi: «Io – dice – avrei fatto una scelta diversa. La Melandri è così caratterizzata politicamente che se io fossi stato il responsabile della nomina non l’avrei scelta».

La replica di Vendola. «Caro Matteo, il coraggio di cui c’è bisogno è quello dei ragazzi e delle ragazze che lottano per difendere la scuola pubblica. Quello di chi vuole rompere la gabbia della precarietà. I tuoi sponsor sono il mondo vecchio che si affida a te per riciclarsi». Così Nichi Vendola replica a Matteo Renzi che stamani ha parlato della necessità di coraggio della sinistra.

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