Dramma Palermo. Carmela Petrucci ferita a morte dall’ex compagno della sorella, anche lei aggredita e adesso in ospedale. Non sa ancora nulla del delitto

Carmela Petrucci

Una ragazza di 17 anni, Carmela Petrucci, è stata uccisa e trovata morta nell’androne di un edificio a Palermo, in via Uditore 14. Accanto al cadavere, la polizia ha trovato la sorella Lucia di 18 anni, ferita a coltellate.

La polizia ha arrestato l’assassino, sarebbe l’ex fidanzato di Lucia. Il giovane, Samuele, di 22 anni, è stato catturato nella stazione di Bagheria. La polizia sarebbe arrivata all’assassino seguendo le tracce del suo cellulare. Il telefonino dell’aggressore, in fuga dopo l’assassinio, avrebbe agganciato le celle della zona di Bagheria. Così gli agenti sono riusciti a rintracciare Samuele, questo il nome del ragazzo, che era appena arrivato alla stazione ferroviaria della cittadina.

Il pm di turno, Caterina Malagoli, sta andando in questura per l’interrogatorio del ragazzo che secondo le prime ricostruzioni, non si sarebbe rassegnato alla fine della storia con Lucia Petrucci la sorella della vittima. Da tempo l’avrebbe molestata tentando di convincerla a riprendere la storia: oggi le due sorelle, uscite da scuola, avrebbero visto da lontano, mentre tornavano a casa, l’aggressore e avrebbero citofonato chiedendo al fratello di aprire in fretta il protone. Ma Samuele le avrebbe raggiunte: la vittima avrebbe cercato di proteggere la sorella facendole scudo con il suo corpo e avrebbe ricevuto le coltellate più violente.

La diciottenne è stata trasferita all’ospedale Civico. La giovane, ricoverata nel reparto di chirurgia, è stata raggiunta dai fendenti alla regione lombare destra ma le coltellate – spiegano i medici – non hanno leso alcun organo interno. Gli agenti sono intervenuti dopo una telefonata al 113 per una lite in corso.

Davanti al palazzo di via Uditore ci sono alcuni compagni di scuola in lacrime delle due adolescenti e agenti della polizia. Proprio accanto allo stabile, dove le ragazze abitavano, c’è un supermercato della catena Conad, che comunica dall’interno con l’androne del palazzo dove è avvenuto l’omicidio. A trovare le ragazze sono stati proprio due dipendenti del supermercato. “Intorno alle 13.15 – racconta Pippo Gambino, 43 anni, che fa il magazziniere al Conad – insieme a un mio collega abbiamo sentito delle urla. Allora ci siamo precipitati per vedere cosa stava succedendo – e appena siamo arrivati davanti al portone dai vetri abbiamo visto le ragazze in una pozza di sangue, abbiamo citofonato e ci è stato aperto il portone. Subito dopo abbiamo chiamato prima la polizia e poi il 118”. L’uomo racconta anche che la nonna delle due ragazze si trovava al supermercato a fare la spesa, prima che le trovassero, mentre in casa delle ragazze c’era il fratello. “Conosco la ragazza – conclude – era una giovane tutta casa e chiesa e conosco anche la famiglia, venivano sempre a fare la spesa qui da noi”.

Frequentavano entrambe il liceo classico Umberto, una delle scuole ‘bene’ di Palermo Lucia e Carmela Petrucci, la giovane assassinata e la sorella ferita a coltellate nell’androne dello stabile di via Uditore 14 dove abitavano con la famiglia. Il corpo della giovane diciassettenne si trova ancora nel luogo del delitto. In lacrime davanti al palazzo ci sono alcuni compagni della terza L. Le ragazze, infatti, oltre a frequentare la stessa scuola erano anche compagne di classe perché Carmela aveva fatto la ‘primina’. “Erano tornate martedì dal viaggio di studio di tre settimane a Brighton – racconta una compagna di scuola Giorgia Castellini, 18 anni – avevano superato i test ed erano state selezionate entrambe. Erano partite a fine settembre. Eravamo amiche, avevamo un buon rapporto a scuola ma non uscivamo mai insieme la sera o il sabato. Non ho idea delle frequentazioni nè delle loro relazioni sentimentali”.

“Erano bravissime – aggiunge – Carmela aveva una media del 9, Lucia dell’8 e mezzo in tutte le materie. Carmela sognava di fare il medico. Non ci sono parole per descrivere quello che è successo oggi, sembra che episodi del genere non ti tocchino mai da vicino e quando invece ti colpiscono avverti solo un grande senso di vuoto”. Un’altra compagna di classe delle ragazze le ricorda così: “Erano entusiaste e stanche del viaggio, ma nell’ultimo periodo erano tranquille. Se ci fosse stato qualche problema Lucia me lo avrebbe detto, siamo molto amiche. Qualche preoccupazione l’ha avuta, ma è un fatto che risale a mesi fa, prima dell’estate – aggiunge in lacrime – perché Lucia aveva ricevuto messaggi anonimi sul cellulare. Erano comunque molto riservate, uscivano insieme qualche volta, credo avessero frequentazioni diverse”.

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