Una ragazza piena di vita, a 17 anni massacrata dalla mano omicida di un giovane che diventa un “mostro” 

Carmela Petrucci

Il fine settimana è alle porte, ma non sarà un week end come tutti gli altri. Non ci sarà spazio per le risate con gli amici, nè per i giri in motorino. Perché è il momento della rabbia e dello strazio. Quello dei familiari e i compagni di Carmela e Lucia Petrucci.

Alle 14 – si legge su Blogsicilia – le avevano salutate, come tutti i giorni, all’uscita da scuola. Un bacio sulla guancia e un “arrivederci a domani” che non ci sarà per Carmela, morta per difendere la sorella Lucia dall’ira cieca, dal folle desiderio di vendetta di Samuele.

Storie di uomini che odiano le donne. Secondo un copione già visto, e ripetuto tragicamente più volte.
La vita di Carmela è finita sui gradini di casa, in una pozza di sangue. Lucia si salverà, e continuerà a lottare anche per lei, per quella sorella minore che le ha salvato la vita. Non si è mai arresa Lucia, anche dopo aver capito quanto era accaduto.

La ragazza, rimasta sempre cosciente grazie alle tempestive procedure di rianimazione dei medici del 118 accorsi sul luogo del delitto, ha fatto immediatamente il nome di un ragazzo che tutti sino a ieri avrebbero definito normale, Samuele Caruso.

In via Uditore, decine di ragazzi stringono i pugni. Piangono per un’amica che non c’è più e per un’altra la cui esistenza è stata irrimediabilmente segnata. Parole di disprezzo per il presunto omicida, che i compagni di Lucia conoscono bene. Lei lo aveva portato con sè ad alcune feste con gli amici, sino a quando la loro relazione era proseguita. Poi la ragazza aveva deciso di troncare quel rapporto, e per lei era iniziato l’inferno.

Samuele la pedinava, la chiamava al telefono, la molestava a tutte le ore con centinaia di sms anonimi. Uno stalker si dice oggi. Un ragazzo – sarebbe forse meglio dire – che aveva creduto che un coltello in mano potesse aiutarlo a tollerare l’idea di essere respinto.

Saranno gli inquirenti a fornire ulteriori dettagli su quanto accaduto. Tra i compagni di scuola qualcuno sostiene – ma la notizia deve essere ancora confermata – che forse Lucia aveva presentato una denuncia contro il suo ex. Si guardava spesso intorno nel timore che lui potesse essere lì, a chiederle con fare prepotente e per l’ennesima volta di tornare insieme. Probabilmente è per questo che da qualche tempo le due ragazze, all’uscita da scuola, salivano a bordo dell’auto della nonna che le riaccompagnava a casa.

Ma nessuno ha potuto difendere Carmela e Lucia. L’assassino le aspettava davanti casa, nel nido degli affetti, a pochi passi da quell’uscio varcato il quale ci si sente al sicuro.

Ma Samuele era lì, quel ragazzo che Lucia aveva amato, condividendo con lui i sogni di una diciottenne. Lo stesso giovane che nel primo pomeriggio di un venerdì iniziato come tanti altri ha trasformato la quotidianità in orrore.

“Staremo accanto a Lucia, non la abbandoneremo”, assicurano i compagni. Ma per tutti loro, nulla sarà più come prima.

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