E’ la richiesta fatta dal sostituto Procuratore Generale Carmine Esposito al termine della sua requisitoria al processo d’appello. Ottimisti i difensori dell’ex dirigente della Juventus: “ora dimostreremo la sua innocenza”

Antonio Giraudo

Ventuno anni e quattro mesi di reclusione. A tanto ammonta il totale delle richieste di pena avanzate oggi dal sostituto Procuratore Generale Carmine Esposito al termine della sua requisitoria al processo d’appello di Calciopoli, fase molto più snella dopo gli stralci che hanno fatto seguito al primo grado di giudizio. Esposito ha chiesto 4 anni di carcere (uno in più rispetto alla sentenza di primo grado, proposta anche la pena pecuniaria di 30mila euro) per Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus ritenuto non un semplice partecipe dell’associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, bensì uno dei promotori.

Il Pg ha poi chiesto 3 anni per l’ex arbitro Tiziano Pieri (2 anni e 4 mesi la condanna in primo grado) e la conferma delle condanne a 2 anni per l’ex presidente dell’Aia, Tullio Lanese, e l’ex arbitro Paolo Dondarini. Ribaltata invece la posizione di sette imputati che erano stati assolti al termine del procedimento di primo grado: chiesti infatti 2 anni per l’ex assistente Duccio Baglioni, un anno e 4 mesi per l’arbitro Gianluca Rocchi, un anno e 6 mesi per l’ex arbitro Stefano Cassarà, un anno e 4 mesi per l’ex assistente Giuseppe Foschetti, un anno e 6 mesi per l’ex arbitro Marco Gabriele, un anno e 4 mesi per l’ex assistente Alessandro Griselli e infine un anno e 4 mesi per l’ex arbitro Domenico Messina.

Ottimisti i difensori di Giraudo: “Siamo soddisfatti dell’ammissione di nostre nuove prove documentali. Le conclusioni del Procuratore Generale appartengono alla dialettica processuale, noi confidiamo in un equo giudizio”, hanno commentato gli avvocati Massimo Krogh e Michele Galasso. Prossima udienza venerdì, la sentenza l’11 novembre.

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