Anche il Cavaliere arriva in Sicilia per le elezioni regionali. Alfano: “resta solo da decidere la data”

Silvio Berlusconi e Nello Musumeci

“Silvio Berlusconi verrà in Sicilia. Ha già dato la sua disponibilità. Resta solo da decidere la data”.

Il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano arriva a Palermo in pieno count-down elettorale. L’occasione è quella di una conferenza stampa congiunta col leader del Cantiere popolare Saverio Romano e il coordinatore della lista Musumeci Adolfo Urso.

Un incontro nel quale i tre esponenti politici hanno annunciato un pacchetto di riforme per la Sicilia che riguardano famiglia e welfare. Ma non sono mancate le “puntate” puramente politiche, in vista della imminente scadenza elettorale: “Il Pdl – ha detto Alfano – avrebbe potuto candidare un proprio uomo come governatore. Ce ne son tanti, nel partito, a cominciare da Francesco Cascio. Ma abbiamo sempre preferito ragionare da coalizione, non arroccarci sulle nostre posizioni. E Nello Musumeci è una scelta felicissima: è onesto e capace. Penso onestamente – ha aggiunto – che quello siciliano non sarà un test nazionale. Le coalizioni che si presentano alle prossime regionali sono molto scomposte rispetto a quello che sta accadendo nel resto d’Italia”.

Insomma, Alfano apre la strada al leader. Berlusconi sbarcherà in Sicilia. Anzi: “Mi ha già detto di essere disposto a interviste personali, una testata per volta. Sarà il modo migliore, più efficace di affermare il sostegno convinto a Nello Musumeci”.

Un candidato che, secondo Alfano, “non sbandiera la ‘retorica dell’onestà’, ma l’esempio di una storia personale nella quale è stato capace di amministrare bene, senza mai sporcarsi le mani. E sono certo che la gente premierà questa storia”. Specie in un periodo come quello attuale, dove, a livello nazionale e regionale, si inseguono le storie di scandali e indagini: “Il Pdl – assicura Alfano – caccerà tutti i ladri, i gaglioffi e i rubagalline dal partito. Siamo stati danneggiati dai casi come quello di Fiorito. Seguiremo la linea della ‘tolleranza zero’”.

Ma oggi, è il giorno della Sicilia. “Che dobbiamo tornare a far sorridere”, dice Alfano. Dal 29 ottobre in poi, si augura il segretario del Pdl, quando quasi certamente il vincitore delle elezioni dovrà cercarsi una maggioranza in parlamento: “Io non sono così certo – commenta però Alfano – che non saremo capaci di ottenere una vittoria tale da assicurarci una maggioranza. Se non dovesse accadere, però, la cercheremo sui singoli atti, sulle singole proposte di legge. Non ci presteremo a giochi di potere, magari con la negoziazione di qualche assessorato”. Insomma, a “guidare” saranno i contenuti, non le persone: “Micciché e Lombardo? Non ne faccio un problema di nomi o di singoli. Ma di programmi”.

Ma Alfano ammette anche di lavorare, in questi giorni, “alla ricostruzione del centrodestra. Che penso – puntualizza – debba partire dal nucleo che oggi si presenta in Sicilia. Poi, vedremo”. E un dialogo sarebbe aperto, in questo senso, anche con il leader Udc Casini: “In realtà – precisa Alfano – il nostro dialogo è molto ‘intermittente’ e lo dimostra proprio la vicenda siciliana, dove il suo partito sta utilizzando la Sicilia per sperimentare una alleanza evidentemente innaturale”. Più “omogenea”, invece, sarebbe la coalizione a sostegno di Musumeci: “Che penso – dice Alfano – otterrà voti persino da fuori gli steccati dei partiti che lo sostengono”.

Quei partiti che oggi hanno annunciato un pacchetto di riforme per la Sicilia. Per rilanciare la famiglia e per sostenere i giovani. “Siamo l’unica coalizione – ha detto Saverio Romano – a poter proporre questi interventi, con la consapevolezza di poterli realizzare”. E gli interventi sono sintetizzabili innanzitutto in tre “semplici disegni di legge: il primo consiste nel riordino del sistema del welfare nell’Isola, il secondo nel rifinanziamento della legge regionale sulla tutela della famiglia, il terzo è per la reintriduzione del buono scuola. Un provvedimento, quest’ultimo, cancellato da una assessore riferimento del Pd, come Mario Centorrino, che oggi sostiene Crocetta”.

“La nostra – ha ribadito Adolfo Urso – è una coalizione omogenea, coesa. Altrove invece sono contraddittori persino sui valori. Bersani ha detto che la Sicilia sarà il banco di prova per le manovre nazionali con l’Udc. Spero che i siciliani facciano morire questo tentativo di alleanza innaturale. Per noi i valori della famiglia tradizionale rimangono fondamentali. Da qui dovrà ripartire il nuovo centrodestra, dalla Sicilia”. E il count-down è già partito.

© Riproduzione Riservata

Commenti